Alberto Bettiol conquista la crono europea Alberto Bettiol conquista la crono europea
Alberto Bettiol è stata la sorpreso di questa gara: il diciottenne di Castelfiorentino ha sbaragliato la concorrenza e trionfato nella nella crono europea  Se... Alberto Bettiol conquista la crono europea

Alberto Bettiol è stata la sorpreso di questa gara: il diciottenne di Castelfiorentino ha sbaragliato la concorrenza e trionfato nella nella crono europea 

Alberto Bettiol conquista la crono europea

Se Rossella Ratto ci ha dato una bella conferma del suo potenziale, Alberto Bettiol ci ha regalato un’inattesa sorpresa. Il diciottenne di Castelfiorentino, vicecampione italiano nella prova contro il tempo, ha stupito tutti, in primis se stesso. Ha conquistato un titolo continentale che mancava da troppo tempo al nostro ciclismo.

Immensa la felicità del portacolori della Stabbia Ciclismo (177 cm per 67 kg, il prossimo anno porterà a termine il liceo scientifico). Commovente la festa con papà Marco, mamma Laura, il fratello Cosimo (che corre tra gli allievi, ndr), i compagni di nazionale e tutto lo staff azzurro.

«Non ci posso ancora credere. Speravo di far bene per staccare una convocazione per i mondiali. Ho lavorato tanto e ho quasi vissuto in clausura negli ultimi mesi, ma mai avrei pensato di vincere», ha commentato Alberto con le lacrime agli occhi dopo aver vestito l’ambita maglia.

Alberto Bettiol: un dono di natura

A differenza di quanto detto per il settore femminile, Bettiol non sembra essere il frutto più bello di un progetto studiato dalla Federazione, ma un dono della natura e di un lavoro portato avanti dal singolo. Perché Alberto possa continuare a mietere successi in una disciplina che non vedeva l’Italia protagonista da tanto (troppo) tempo si spera che anche in campo maschile si investa sui giovani più talentuosi a lungo termine.

Ci auguriamo che alla sorpresa Bettiol, ne seguano tante altre. E che chi ha il compito di dirigere gli azzurri non commetta gli errori che sono apparsi evidenti nelle categorie superiori e nella stessa prova in linea della categoria junior. Se non fosse stato per le donne junior nelle competizioni su strada non avremmo visto all’opera una squadra italiana, ma solo interessanti tentativi singoli. Vedi quelli di Fabio Aru e Mattia Cattaneo tra gli Under 23, di Valentina Scandolara ed Elisa Longo Borghini tra le Under.

Serve spirito di squadra

Comprendiamo che nelle categorie superiori vi sia l’evidente limite dell’ambizione dei ragazzi e delle loro squadre di club di mettersi in mostra per conquistare un risultato che permetta il passaggio al professionismo. Ma un buon progetto e un maggiore spirito di squadra sarebbero l’unica strada per superare qualsiasi ostacolo. Per permetterci di fare la corsa e non di subirla come purtroppo è accaduto in quel di Offida.

Per poter festeggiare ancora, e su tutti i campi, non servono solo talenti, che è evidente abbiamo la fortuna di possedere. Occorrono anche continuità e investimenti a lungo termine. I progetti pagano, le improvvisazioni no.

gdm

TuttoBici

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