Alberto Contador è rimasto indietro nel Tour, ma ha accettato la sconfitta con dignità. Per le difficiltà alle gambe avrebbe pensato anche al ritiro

Alberto Contador sconfitto (con onore) al Tour

Perdere non è mai facile, per un campione abituato ad esultare, e sovrastare gli avversari ancor di meno. Ma in questo Tour Alberto Contador ha dimostrato di saperlo fare. Mai lo spagnolo, quando a meno di un mese dalla partenza ha deciso di difendere il trono, si sarebbe immaginato una Grande Boucle così sfortunata neppure dopo le bordate di fischi contro di lui alla presentazione delle squadre.

Incidenti di percorso

Nella prima tappa è rimasto attardato per via di una caduta e si è ritrovato a 1’14” dai migliori. Il giorno seguente ha accusato ancora ritardo nella cronosquadre di Les Essarts precipitando in classifica al 75° posto a 1’42” da Hushovd. Il momento già difficile di per sé è diventato drammatico quando, nella tappa di Saint Flour, Contador è caduto e ha sbattuto il ginocchio. Sono seguiti, per il Re che ha perso il suo trono, dei giorni molto difficili in cui le gambe gli facevano talmente male da pensare al ritiro.

Sui Pirenei è stato costretto a difendersi. Ma proprio salendo verso Luz Ardiden prima e Plateau de Beille poi si è visto il carattere da campione. È rimasto incollato ai migliori, pur in condizioni precarie e, a Pirenei archiviati non era un’utopia pensare al poker di Tour.

Ancor più dopo che a Gap e a Pinerolo, con due azioni in discesa, è riuscito a recuperare terreno a tutti i big tranne Evans fino ad essere risalito al sesto posto in classifica a 3’15” prima delle tre tappe decisive: Galibier, Alpe d’Huez e Grenoble.

Sul Galibier ecco il peggior Contador della Grande Boucle

Quando si pensava che sarebbe stato lui ad attaccare e con Andy ormai davanti, il Re negli ultimi chilometri ha perso le ruote di Frank e Evans, di Basso e Cunego, di Voeckler e Rolland, e all’arrivo dirà: «Il mio Tour è praticamente finito oggi».

Il giorno dopo la tappa è corta, ci sono Telegraphe, Galibier di nuovo e Alpe d’Huez. Contador attacca con Andy Schleck una prima volta 14 km dopo la partenza ai piedi del Telegraphe. Ma viene raggiunto nella lunga discesa che dal Galibier porta all’Alpe, e allora ci riprova a 12,3 km dalla linea d’arrivo.

Sembra poter vincere almeno la tappa, per un attimo sembra addiritttura in grado di riaprire il Tour, ma negli ultimi due chilometri crolla e si fa superare dal francese Rolland e dall’amico Sanchez.

A Parigi è stato strano non vedere Contador sul trono. Ma l’impressione è che per il suo ritorno sia solo questione di tempo. Per adesso il Re ha realizzato un’altra impresa: è riuscito a diventare simpatico anche ai francesi.

Voto 7