Quello di Andy e Frank Schleck, fratelli ciclisti, è stato un Tour altalenante. Alla fine, comunque, hanno reso la competizione più spettacolare

Andy e Frank Schleck: il Tour dei fratelli

Andy e Frank Schleck

Tutto in un abbraccio. Quello in cui i due fratelli lussemburghesi si sono stretti dopo l’arrivo di Andy, dieci metri più in là della linea d’arrivo della cronometro di Grenoble. Alla partenza Andy e Frank Schleck erano primo e secondo in classifica. E se Frank dava per scontato di essere superato da Cadel Evans, Andy era convinto di poter tenere dietro l’australiano e di salire sul podio di Parigi in maglia gialla.

Ma non ci è riuscito, Andy, e Frank, da buon fratello maggiore, lo ha voluto stringere forte fra le sue braccia.

L’abbraccio di Andy e Franz

Sono stati così, attaccati l’uno all’altro per pochi secondi. Ed è stato come se scomparissero da un’altra parte, lontana nello spazio e nel tempo. Attorno a loro appassionati, fotografi, televisioni è come se non esistessero. Erano soli, i fratelli Schleck, con i pensieri e le emozioni di una vita passata assieme che il giorno dopo li avrebbe condotti sul podio finale della corsa più importante al mondo.

È stata un’altalena il Tour degli Schleck, dei “los hermanos”, come li chiama Contador.

Bene il primo giorno, quando il Re ha concesso 1’14”; molto bene il secondo quando la Leopard ha sfiorato il successo nella cronosquadre e loro la maglia gialla; male il quarto, quando Andy si è staccato nel finale sul Mur de Bretagne e ha perso otto secondi da Evans e Contador. Poi per dieci giorni hanno dovuto preoccuparsi solo di non cadere e sono riusciti a uscire indenni da Bretagna, Loira e Alvernia.

Voto 8

L’altalena dei fratelli Schleck

Sui Pirenei, con Contador in difficoltà, era logico attendersi una serie di attacchi senza quartiere de “los hermanos”, che invece si sono limitati a uno scatto nel finale a Luz Ardiden di Frank, che gli ha fatto guadagnare 21” su Evans e 34” su Contador, e a una serie di accelerazioni non troppo convinte di Andy a Plateau de Beille, dove i big sono ar – rivati assieme.

Dopo i Pirenei sono arrivate le bordate da parte dei critici. “Hanno perso l’occasione della vita, adesso Contador si riprende e vince il Tour”; “Senza carattere né coraggio”; “Non meritano di vincere”, alcune fra le frasi più carine che sono state dedicate loro.

Nei giorni seguenti Frank e soprattutto Andy sono riusciti nell’impresa di perdere tempo in discesa da Contador e Evans. Ci si avvicina alla tre giorni Galibier- Alpe d’Huez-Grenoble e le loro quotazioni sono al minimo.

Una parziale rivincita

Ma nella tappa che termina in vetta al Galibier succede finalmente qualcosa di inaspettato e di enorme. A 62 km dal traguardo, in uno dei punti più duri dell’Izoard parte Andy, e dei migliori nessuno lo segue. Uno, due, tre, arriva ai piedi dell’ultima salita con quattro minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla all’interno del quale Frank scalpita.

È il più in forma dopo Andy, ma non può muoversi e si limita a controllare gli avversari. Nel finale il piccolo cede qualcosa e non riesce, per soli 15”, a sfilare la maglia gialla dalle spalle di Vockler. Il risultato è comunque straordinario: Frank, che ha staccato Evans nel finale, lo ha superato in classifica, Contador e Sanchez sono saltati, alla vigilia dell’Alpe si capisce che il Tour se lo giocheranno Andy e l’australiano, con il lussemburghese favorito.

Contador non molla

Il giorno dopo Contador attacca subito, Andy risponde e Evans ha un problema alla bici e perde il tre no. I due protagonisti del Tour 2010 arrivano sul Galibier con un minuto sul gruppo, ma la discesa è troppo lunga e non perdona, e ai piedi dell’Alpe i migliori sono tutti assieme. Nella ascesa Cadel e Andy si curano, nessuno ha troppo interesse a staccare l’altro, “ce la giochiamo domani a cronometro”, pensa l’australiano e pensano i fratelli, e intanto Andy sfila la maglia a Voeckler.

Si arriva così al giorno dell’abbraccio.

Davide contro Golia

Poco dopo la partenza di Andy si capisce che quella che doveva essere una lotta alla pari, è la sfida di Davide contro Golia. Cadel Evans è più forte a cronometro, è in una giornata migliore e conosce il percorso alla perfezione. Risultato: l’australiano arriva 2° a 7” da Tony Martin, Andy 17° a 2’38”.

E Frank? Come se fossero legati da un filo invisibile, i due fratelli realizzano ad ogni intertempo lo stesso risultato e all’arrivo il maggiore è dietro di tre soli secondi.

La maglia gialla va in Australia e ai lussemburghesi non resta che abbracciarsi ed essere contenti perché, per la prima volta nella storia, sul podio finale del Tour saliranno due fratelli.

Una tappa spettacolare

Non fosse che per la tappa del Galibier il Tour di Andy e Frank è stato speculare, compresa la crono finale. Ma ciò che ha fatto Andy in quei 62 km resta l’impresa di questa edizione della Gran de Boucle e il minore si merita almeno un punto in più del grande. Frank è stato regolare, gli è mancato il colpo del ko, ma probabilmente i fratelli dicono la verità quando sostengono di avere fatto il massimo e di essere stati gli unici a cercare di mettere in difficoltà Cadel Evans.

Mezzo punto in meno lo meritano perché non è pensabile, per chi vuole vincere il Tour, non avere mai provato il percorso della cronometro decisiva.

Voto 7