Favoloso Cadel Evans: le vostre lettere per il campione Favoloso Cadel Evans: le vostre lettere per il campione
Dopo l’impresa di Cadel Evans al Tour de France, la redazione di tuttoBICI è stata inondata di lettere rivolte al campione: ecco le più... Favoloso Cadel Evans: le vostre lettere per il campione

Dopo l’impresa di Cadel Evans al Tour de France, la redazione di tuttoBICI è stata inondata di lettere rivolte al campione: ecco le più belle

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Caro direttore, le scrivo perché attraverso il suo giornale possano giungere a Cadel Evans i complimenti per la sua impresa, per tutto quello che ci ha regalato sulle strade del Tour de France. Credo che l’australiano abbia dato a tutti gli avversari una lezione anche dal punto di vista tattico, correndo tutto il Tour nelle prime posizioni, attaccando sin dalle prime tappe. Senza aspettare le montagne, ma imponendo sin dal primo giorno la sua legge.

Questo, ne sono convinto, ha condizionato la corsa dei suoi rivali, anche se onestamente non abbiamo visto lo stesso Contador del Giro d’Italia. E resto del parere che altri avversari, e mi riferisco ai fratelli Schleck, abbiano sottovalutato Evans accorgendosi solo alla fine che sarebbe stato imprendibile. Grazie Cadel, grazie per le emozioni che ci hai saputo regalare e per aver reso divertente un Tour che senza dite certo non lo sarebbe stato.

Felice Riccardi Vittuone (Mi)

MA QUELLA COPERTINA…

Caro direttore, da lei non me lo sarei mai aspettato: ma come, Cadel Evans vince il Tour de France e lei dedica la copertina del numero di agosto a Giovanni Visconti? Non le sembra sia stata una scelta perlomeno irriverente nei confronti del re del Tour?.

Paolo Ricci – Bologna

Caro signor Ricci, scegliere non è mai facile. Ma le ferie incombenti dei nostri fornitori ci hanno costretto a chiudere la copertina con un certo anticipo, rispetto alle pagine interne e quindi è stato giocoforza far cadere la preferenza su Giovanni Visconti.

Che, comunque, un simile riconoscimento se lo meritava dopo il terzo titolo italiano conquistato e poi a copertina ci ha permesso di ufficializzare per primi il passaggio del siciliano alla Movistar. Ma, come avrà visto dal giornale che tiene fra le mani, abbiamo rimediato a sostegno della copertina che gli abbiamo dedicato non troverà una retrospettiva sulla sua impresa ma una chiave di lettura diversa e soprattutto un viaggio inedito nel mondo del campione australiano. Speriamo che trovi interessante la nostra scelta e ci “perdoni” per la copertina di agosto.

IL VECCHIO INNAMORATO

Egregio direttore, chi le scrive è un vecchio innamorato del ciclismo, uno che capisce come il nostro sport sia cambiato ma che fatica ad accettarlo e non si vergogna – un po’ anacronisticamente, lo so – di rimpiangere i “bei tempi andati”.

Bene, devo dire che luglio mi ha portato una bella boccata di ossigeno e mi ha fatto andare indietro con la memoria. Non si preoccupi, glielo dico subito, perché non ho nessuna intenzione di fare paragoni con i campioni del tempo andato. Le voglio solo dire che a me Cadel Evans ha ricordato i corridori che piacciono a me, quelli che c’erano sempre, ben consapevoli del loro essere capitani, del loro essere campioni.

Questo ragazzo australiano mi ha fatto rivivere antiche emozioni perché ha provato a vincere sin dalla prima tappa. Ha cercato di conquistare subito la maglia gialla (non ce l’ha fatta per un solo secondo). Incurante di giochi tattici ed equilibrismi vari, ha dato spettacolo sempre e comunque.

E quando è stato attaccato, ha reagito da solo, dando vita ad un testa a testa con Andy Schleck come da tempo non se ne vedevano.

Le confesso di non aver mai tifato con particolare accanimento per Evans, ma quel che ha fatto Cadel al Tour è stato davvero straordinario. Da vecchio e inguaribile romantico, mi piacerebbe vederlo il prossimo anno al Giro d’Italia, per conquistare quella maglia rosa che gli sfuggì tanti anni fa. Però so che le logiche del mercato e della squadra lo porteranno a fare altre scelte. Facciamo così: io continuo a sperarci fino al prossimo anno, se poi Cadel sceglierà diversamente, gli prometto che non sarò deluso. In fondo, dopo questo Tour mi sento in debito con lui…

Giuseppe Bianchi – Varese

UNA LEZIONE PER TUTTI

Caro direttore, approfitto di qualche giorno di vacanza per raccontarle quel che ho fatto nelle scorse settimane. Seguo da anni un piccolo gruppo di esordienti e in uno degli ultimi allenamenti ho fatto lasciare loro la bicicletta a terra, li ho fatti sedere tutti attorno a me e ho raccontato loro la storia di Cadel Evans.

Ma non quella del suo trionfo in Francia, bensì quella di un ragazzo che era un numero uno nella mountain bike e che ha deciso di ripartire da zero nel ciclismo su strada, ho raccontato la sua crisi tremenda a Passo Coe in maglia rosa. Ho parlato ai ragazzi del grande desiderio di Evans di vincere il Tour de France e di tutte le volte in cui, per piccoli errori o per sfortuna non ci era riuscito.

Un corridore come non ne esistono più

Ma soprattutto ho parlato ai ragazzi di un corridore che non ha mai alzato la voce, che non ha mai cercato scuse, che un anno fa ha provato a difendere la maglia gialla con il braccio rotto e che ogni volta è ripartito per puntare dritto all’obiettivo, con una determinazione ancora maggiore, con una forza nuova, con tanta volontà, credendo sempre nel lavoro che svolgeva.

Ecco, è questo il messaggio che ho cercato di trasmettere ai miei ragazzi, un messaggio che potrà essere utile per loro sia quando correranno divertendosi in bicicletta sia domani, nella vita di tutti i giorni. Se anche uno solo di loro riuscirà a far suo quel messaggio, vuol dire che non avremo sprecato quel pomeriggio seduti sotto un albero a parlare.

Raffaele V. – Verona

IL PREMIO DI CADEL

Caro direttore, io le dico che mi sono emozionato: quando sul podio del Tour de France Cadel Evans ha stretto forte il leoncino che spetta al vincitore e lo ha baciato, io mi sono emozionato. Perché in quel gesto c’era la soddisfazione di chi arriva al risultato dopo mille sofferenze, dopo mille ore di lavoro, dopo mille gocce di sudore versate in allenamenti durati per mesi.

Cadel Evans ci ha regalato una autentica impresa dimostrando come grazie al lavoro e all’abnegazione sia possibile sopperire a qualche carenza. Evans non è il più forte in nessuna specialità, eppure ha dimostrato di essere il più forte del Tour.

Anzi, di più. Perché non bi sogna dimenticare come prima avesse già vinto la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romania, che non sono certo delle corsette. Evans è un campione vero, un esempio da imitare. E sono contento che a Parigi abbia potuto abbracciare quel leoncino…».

Giovanna De Palo Napoli

TuttoBici

tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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