Appena guarito da un raro virus, il keniano della Sky ha stupito alla Vuelta. Ecco il percorso che ha portato Christopher Froome alla vittoria

«Questo ragazzo diventerà un grande corridore», diceva quattro anni fa Claudio Corti di Christopher Froome, appena arrivato alla Barloworld da una piccola squadra sudafricana. C’è voluto più tempo del previsto, un cambio di squadra, persino un cambio di nazionalità. Ma sulle strade della Vuelta il ventiseienne della Sky ha dato ragione a Corti. Proprio quando il credito di fiducia che gli veniva concesso – visti i suoi eccezionali parametri fisici – iniziava a prosciugarsi.

Chi è Chris Froome

Froome è nato a Nairobi, capitale del Kenya, si è trasferito con i genitori in Sudafrica a quindici anni. Dal 2008 corre con licenza della Gran Bretagna, paese di provenienza dei nonni.

Nell’ambiente si è sempre parlato bene delle potenzialità del keniano, che negli ultimi sedici mesi è stato debilitato dalla schistosomiasi. È una rara infezione parassitale dalla quale si è reso conto di essere guarito durante la Vuelta.

Il persistere del virus spiega il rendimento modesto di Froome negli ultimi tempi, anche perché il corridore visto alla Vuelta è sembrato davvero molto solido, sia in salita che contro il tempo.

L’avventura alla Vuelta

Andato in Spagna, la sua nazione europea preferita, per aiutare Wiggins a rifarsi dalla delusione del ritiro dal Tour de France, Froome si è trovato in maglia rossa dopo la cronometro di Salamanca avendo fino a quel momento fatto il gregario di “Wiggo”.

Il suo gregariato è durato fino all’Angliru quando sul campo si è meritato i gradi, rispondendo agli attacchi di Cobo quando Wiggins era ormai al gancio. A Peña Cabarga, l’ultimo arrivo in salita, ha provato il tutto per tutto, e con Cobo ha inscenato un duello tecnicamente molto interessante.

«Sono felice per come è andata la Vuelta, perché dovrei avere superato il virus e perché ho capito che posso vincere una grande corsa a tappe», diceva raggiante Froome a Madrid.

L’uomo dei record

Christopher Froome è il primo africano della storia a salire sul podio di un grande giro ed è anche l’inglese meglio piazzato dal 1987, quando Robert Millar arrivò secondo al Giro d’Italia. Il progetto di Sky è portare la maglia gialla oltremanica entro il 2015 e finora tutte le aspettative puntavano su Bradley Wiggins. E se il sogno inglese venisse realizzato da un keniano?