Dopo un inizio di carriera un po’ stentato, Damiano Cunego ha infilato una serie di ottimi risultati in questo Tour de France

Damiano Cunego: primi successi al Tour de France

Damiano Cunego

Il Piccolo Principe è diventato grande. Dopo aver cercato per un po’ la strada, forse l’ha finalmente trovata in questo Tour de France. Settimo in classifica e con un finale in crescendo, e pensare che al Tour de Suisse, perso nell’ultima crono da Leipheimer, era già vicino al top della forma. Tante, troppe volte si è discusso di Damiano Cunego come di un corridore troppo poco resistente per le corse a tappe e troppo poco scattante per quelle di un giorno.

«Sono qui al Tour per fare bene: fin quando terrò il ritmo dei migliori punterò alla classifica. Se prima o poi dovessi avere una giornata storta, allora punterei a una vittoria di tappa», diceva Damiano con grande onestà in Vandea prima di partire. In pochi credevano però che sarebbe stato così costante e regolare.

Un crescendo di successi

Dopo una cronosquadre così così, al termine della quale era 52° in classifica, non ha praticamente più sbagliato un colpo. Con i migliori a Luz Ardiden, staccatosi nel momento giusto e limitati i danni a Plateau de Beille, dopo i Pirenei è salito all’ottavo posto in classifica. Ha controllato alla grande nervi e bicicletta fra Gap e Pinerolo, dove altri hanno perso terreno prezioso. E dove, per tenere, bisognava avere ottime gambe e grande concentrazione.

Sulle Alpi, ripensando anche agli ultimi anni, si temeva una giornata storta. A quel punto non avrebbe neanche permesso il piano B, la ricerca della tappa. Ma il crollo non c’è stato. Anzi sull’Alpe d’Huez, l’ultima salita di un Tour durissimo, Cunego ha addirittura accelerato lasciandosi in un primo momento alle spalle Andy Schleck e Cadel Evans, dimostrando di essere davvero cresciuto.

L’inizio di una brillante carriera

Adesso per Damiano, che dal Giro 2007 non chiudeva una lunga corsa a tappe nei primi dieci, inizia una seconda carriera. A trent’anni e con al suo fianco una persona di valore come Roberto Damiani, Cunego ha tutte le carte in regola per tornare grande come è stato fino a qualche anno fa.

«Prima di partire avrei messo una firma bella grossa sul settimo posto. È un risultato importante, e adesso dovremo valutare con attenzione che indicazioni ci ha dato questo Tour per il futuro». Perché è vero che forse Damiano non ha il motore di Contador o Andy Schleck. Ma è anche vero che in queste tre settimane, in fondo, si è divertito come un matto e vuole riprovare al più presto le stesse emozioni.

Voto 6,5