Davide Rebellin e le scuse mancate dopo il caso doping: l’editoriale Davide Rebellin e le scuse mancate dopo il caso doping: l’editoriale
Davide Rebellin è tornato a gareggiare e a vincere. Ma non ha mai fatto vere e proprie scuse dopo lo scandalo del doping che... Davide Rebellin e le scuse mancate dopo il caso doping: l’editoriale

Davide Rebellin è tornato a gareggiare e a vincere. Ma non ha mai fatto vere e proprie scuse dopo lo scandalo del doping che l’ha coinvolto. Che modello è?

Davide Rebellin e le scuse mancate dopo il caso doping: l'editoriale

L’’ultima vittoria di Davide Rebellin sul muro di Huy alla Freccia Vallone, il 22 aprile del 2009. Poi, sei giorni dopo, la notizia della positività per uso di Cera ai Giochi di Pechino 2008. In pratica, doping. Per il quale non ci sono mai state scuse ufficiali.

Uno sciagurato primato

Rebellin detiene il triste record di essere il primo e unico sportivo italiano ad aver restituito una medaglia olimpica. Visto che poi piove sempre sul bagnato, ecco che arrivano anche la separazione dalla moglie Selina e i problemi con il fisco, che gli contesta la residenza a Montecarlo.

Il 16 agosto scorso Davide Rebellin, a 40 anni compiuti, è tornato a vincere una corsa. Sua la «Tre Valli Varesine», e qualche giorno dopo suo anche il «Trofeo Melinda». Non ci sarebbe nulla da dire sul ritorno alle corse di Davide, avvenuto il 7 maggio scorso, con la maglia della Miche-Guerciotti, dopo uno stop di due anni. Si sconta la pena e ci si rimette in gioco: questo dice il regolamento e questo vale anche per il corridore veneto.

Il vero problema nella vicenda di Davide Rebellin

Il problema però è un altro, e l’’ha fatto intendere molto bene il presidente del Coni Gianni Petrucci con le sue esternazioni primaverili contro un ciclismo incapace di cambiare. Non altrettanto bene l’’ha fatto invece capire il numero uno del ciclismo italiano, Renato Di Rocco, che sull’’argomento ha sempre glissato, senza proferire verbo: come spesso gli capita di fare.

Rebellin si sente vittima. Tanto è vero che il corridore di Galliera Veneta ha ribadito anche dopo il successo alla Tre Valli che «quella medaglia la sento ancora mia». A differenza dei tantissimi colleghi pizzicati in questi anni e che in seguito hanno ammesso le proprie colpe e si sono almeno a parole ravveduti, Davide non ha fatto nulla di tutto questo.

Non è solo una questione formale

Non ha ammesso le proprie colpe, preferendo parlare di procedure poco chiare, di esami di laboratorio poco attendibili. In pratica, ha gridato al complotto: a bassa voce, però, secondo il suo stile. Qualcuno potrebbe obbiettare e farmi notare che è meglio lui di tanti ipocriti che hanno fatto buon viso a cattiva sorte solo per puro opportunismo. Forse è così, ma le parole e i fatti contano.

Dare l’’esempio ai ragazzi non è una questione secondaria. Ammettere i propri errori e ripartire da questi è cosa buona e giusta. In certi casi, come questo, la forma è anche sostanza.

TuttoBici diventa piattaforma digitale 

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I primi dati sono molto incoraggianti

I tablet ci danno la possibilità di allargare la nostra offerta editoriale e di dispiegare tutte le nostre capacità creative. Progetto ambizioso, perché le nuove piattaforme digitali ci offrono l’’opportunità di scardinare e modificare l’’orizzonte temporale e geografico del giornale. È vero, tuttoBICI è un magazine solo in lingua italiana, ma non è detto che un giorno non possa essere anche fatto in altre lingue. In ogni caso da oggi è leggibile in ogni luogo e in ogni dove, sempre e ovunque nel mondo.

Basta avere un iPad, scaricare gratuitamente l’’applicazione e il gioco è fatto

Quello digitale, al momento, è la copia esatta del giornale che va in edicola. Ma in un immediato futuro la copia virtuale potrà diventare anche più ricca e appetibile di quella cartacea che avete imparato a conoscere in questi sedici anni di vita. Un magazine capace di interagire con il mensile e accrescerne i contenuti grazie ai video, ai link di approfondimento e alla costante integrazione con il nostro sito internet (tuttobiciweb.it) che dal 2004 è uno dei punti di riferimento del ciclismo mondiale con oltre 15 milioni di pagine visitate al mese, una media giornaliera di 11 mila visitatori di cui più di 5 mila unici.

L’inizio di un viaggio

Dati numeri e cifre, che dicono molto ma non tutto, anche perché questo è solo l’inizio di un viaggio verso una meta che nemmeno noi conosciamo, perché il nuovo mondo in cui siamo entrati è ancora tutto da scoprire e da esplorare. Tante sono le idee, pari ai nostri sogni e alle vostre esigenze. Tante le cose fatte, ma ancor di più quelle da fare e da realizzare, con la costanza e il puntiglio che da sempre ci contraddistingue.

tuttoBICI senza confini: in una settimana la nostra applicazione è stata scaricata dalla Cina all’’Australia, dal Giappone agli Stati Uniti. Da oggi voi potete seguirci ovunque. Noi possiamo stupirvi ancora. Yes, we Pad.

Pier Augusto Stagi

TuttoBici

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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