Salite Infinite: abbiamo intitolato così questa lettera di Diego Murari, ex portiere della primavera del Venezia, dedicata ai ciclisti del Giro d’Italia. Uno sfogo così poetico da assomigliare a una lirica

di Diego Murari

Quante speranze, desideri, sogni infranti. Già correvo felice aspettando di essere alla partenza, tra mille colori di meravigliose maglie. Ero pronto a respirare le magìe dei campioni e delle grandi campionesse del mio unico Giro d’Italia.

Tutti insieme, tutti uniti per portare a tutti i bambini, a tutte le mamme e i papà d’Italia un unico meraviglioso sorriso, nel quale rivedere, riassaporare la bellezza della vita, della famiglia, della gioia.

Accarezzavo le voci di Scarponi, Nibali, Sella, Garzelli e sfioravo gli occhi di Guderzo, Scandolara, Antoshina, Vos, Bronzini… Erano lì tutti con me e io tra di loro, tra i campioni infiniti, là dove ogni emozione diventa un dono, il dono più bello e che la vita ti può dare, il dono da conservare nel cassetto più prezioso del tuo piccolo cuore.

Il riposo forzato

Poi una fitta trafigge i tuoi sogni di uomo. La febbre che ti costringe al riposo forzato, le prime lacrime che ti rigano il viso. La sconfitta che trasforma il profumo in tristezza, il dolore che diventa il più indesiderato dei compagni di viaggio.

È allora che cominci a gridare nel silenzio, è allora che urli finché ti si spezza il cuore. Cominci a rincorrere i tuoi sogni per trovare la forza di tornare a lottare, per ripartire, per af frontare una nuova tappa.

Forza ragazzi speciali, portatemi con voi, fatemi volare, aspettatemi là, in fondo al rettilineo perché mi sto alzando sui pedali per affrontare giorno dopo giorno le salite più dure, il mio Galibier, il mio Tourmalet, il mio Izoard.

Forza ragazzi, aiutatemi perché proprio quando pensi di respirare vedendo la cima e tendi la mano per farti passare la mantellina dal tuo compagno di stanza comincia immaginario il mio Mortirolo.

Il mio Mortitolo immaginario

E devo ricominciare a salire anche se manca il fiato, anche se il dolore e la fatica fanno scendere il buio davanti agli occhi, anche se nessuno sembra di sposto a darti il cambio là davanti per scandire il passo verso il traguardo.

Maledetta salita, maledetta fatica: ogni sorso d’acqua invece che dare sollievo pesa come un macigmo e si ferma in gola, bloccato da un urlo di rabbia e gocce di sudore tempestano il tuo viso. Devi arrivare lassù, perché solo lassù la morte non ha potere, solo lassù puoi sfuggire, solo lassù c’è il tuo traguardo. E proprio per questo il tuo pensiero si aggrappa al ricordo di quelle maglie, di quei meravigliosi colori, di quelle emozioni, di quei grandi campioni che sanno soffrire come te, con te.

Nessuna paura

Allora ti alzi suoi pedali e ti senti leggero come il petalo di un fiore, ti lasci portare dal vento. Alzi la testa e scorgi da lontano gli aquiloni portati dal vento. E finalmente ti accorgi di non avere più paura, di non temere più nulla. Perché hai capito quanto questi meravigliosi campioni ti vogliono bene. Senti vicino il sorriso di queste straordinarie ragazze che pedalano insieme a te e ti accompagnano con il loro amore al traguardo.

Quando riapri gli occhi, ti accorgi che il sogno è sfumato ma senti dentro di te una forza nuova e capisci che anche per oggi la tappa è finita, che la salita non ti può più fare paura, che Scarponi e compagni hanno lavorato per te come magnifici gregari, che Guderzo, Pooley e tutte le ragazze ti hanno passato la borraccia, ti hanno detto una parola buona, ti hanno aiutato a salire, a vincere, a sognare.

Un grazie speciale

Ed un grazie speciale arriva dritto al cuore di Pippo Pozzato, un amico, un campione, un numero 1.

E ora in gruppo ho ritrovato un altro grande amico. Un uomo che mi è sempre stato vicino sin dalla prima ora e che sono felice di poter sentire di nuovo accanto a me sulle strade della vita. Grazie Davide e bentornato nel gruppo dei campioni che pedalano accanto a noi, piccoli marinai destinati ad affrontare le tempeste e che dividono con noi le vittorie di ogni giorno. Le vittorie che danno il premio più importante, le vittorie che valgono la vita.