Doping e sicurezza priorità dell’Associazione Ciclisti Professionisti Doping e sicurezza priorità dell’Associazione Ciclisti Professionisti
Tutto BICI ospita l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti. Per conoscere il mondo dei corridori dall’interno. Le priorità sono doping e sicurezza di Giulia De Maio... Doping e sicurezza priorità dell’Associazione Ciclisti Professionisti

Tutto BICI ospita l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti. Per conoscere il mondo dei corridori dall’interno. Le priorità sono doping e sicurezza

di Giulia De Maio

Doping e sicurezza priorità dell'Associazione Ciclisti Professionisti

C’è stata grande partecipazione all’ultimo Consiglio Direttivo dell’ACCPI, l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani. Si è discusso di sicurezza, doping e sanzioni.

Chi c’era

Oltre al Presidente Amedeo Colombo, al vicepresidente Cristian Salvato, al Segretario Federico Scaglia e al rappresentante della Commissione Tecnica Domenico De Lillo, da segnalare la folta e fondamentale partecipazione dei rappresentanti di tutte le squadre. (Per la cronaca non hanno risposto all’appello solo Acqua&Sapone, Colnago Csf e Miche).

La sicurezza al primo posto

Tra riflessioni e spunti interessanti, nell’appuntamento annuale si sono affrontati i temi che stanno più a cuore al gruppo in questo momento. Sono state proposte iniziative per migliorare la comunicazione tra Associazione e corridori, il rapporto con il CPA (l’Associazione Internazionale). Cuore della discussione, l’indispensabile sicurezza in gara (vedi “caso Crostis”).

Fatto il punto sulla situazione montepremi 2010/2011, è stato deciso di organizzare una festa di fine anno e il campionato italiano ex professionisti. Infine, di proseguire nell’assegnazione del prestigioso premio alla carriera “chiodo di cristallo”, che ha ricevuto, per primo, Andrea Noè.

Torri, “i ciclisti sono dopati”. Scatta la causa

L’ACCPI continua a difendere con forza l’immagine del la categoria che rappresenta. A questo proposito, il mese scorso ha avuto inizio la causa intentata contro il Procuratore Antidoping del CONI Ettore Torri. Questi in un’intervista ad Associated Press lo scorso ottobre aveva dichiarato «i ciclisti sono tutti dopati».

Nella prima udienza del processo, tenutasi presso il Tribunale Civile di Tivoli, contro l’Assocorridori, oltre al dottor Torri, si è costituito spontaneamente in giudizio il Comitato Olimpico Nazionale Italiano in appoggio alla posizione del suo procuratore.

Le conclusioni shock

Tra le argomentazioni proposte dai legali del dottor Torri, che hanno elencato i vari procedimenti penali e disciplinari in cui sono stati coinvolti negli ultimi anni i corridori ciclisti, si segnala la conclusione testuale: «A fronte di questo c’è ancora qualcuno che ritiene che il ciclismo abbia un’immagine e una credibilità da tutelare?!». Chiaramente l’ACCPI ha intentato causa al dottor Torri proprio per questo.

La prossima udienza è stata fissata dal giudice per l’8 febbraio 2012. Entro il 20 ottobre prossimo, invece, le parti in causa avranno la possibilità di presentare me – morie di replica alle argomentazioni addotte dalle controparti.

No all’irretroattività delle sanzioni

In seguito alla decisione del Consiglio Federale della Federazione Ciclistica Italiana, che ha confermato la validità e l’efficacia della delibera Presidenziale 30/2011 adottata dal Presidente della FCI Renato Di Rocco il 30 maggio 2011, l’ACCPI aveva richiesto al professore Piero Sandulli, presidente della Corte di Giustizia Federale della Federcalcio e membro della Corte Federale della Federnuoto, un parere circa l’illegittimità di un’eventuale interpretazione retroattiva della delibera.

Vi proponiamo le conclusioni del parere pro veritate, che conferma quanto l’ACCPI sostiene da sempre.

«Qualsiasi provvedimento emesso dalla Federazione Ciclistica Italiana, anche se finalizzato a contrastare un fenomeno deplorevole come il doping, non può che essere emanato nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento sportivo. Ivi compreso il principio di irretroattività delle sanzioni disciplinari e di quelle accessorie. Altrimenti, si lede non solo il diritto alla difesa dell’incolpato, ma anche la stessa regola del giusto processo sportivo».

Riaprire le gare

L’ACCPI auspica che, anche sulla base di questo autorevole parere, la Federazione Ciclistica Italiana ritorni sui propri passi. Che consideri una modifica al decreto emesso alla vigilia dell’appuntamento tricolore che ha chiuso le porte dei campionati italiani e della maglia azzurra a tutti gli atleti che hanno avuto in passato sanzioni per doping superiori ai sei mesi.

Il podio del Gp Nobili Rubinetterie con Ponzi, Mazzanti e Rebellin. Li hanno premiati Rosella Nobili, Marta Malatesta dell’Ac Arona e l’assessore allo sport di Arona Federico Monti. Nella foto grande, l’acuto di Simone Ponzi.

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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