L’economia con le metafore del ciclismo: parliamo di investimenti L’economia con le metafore del ciclismo: parliamo di investimenti
In questo articolo della rubrica Financial bike, che spiega l’economia con le metafore del ciclismo, parliamo di investimenti a cura della divisione consulenza AcomeA... L’economia con le metafore del ciclismo: parliamo di investimenti

In questo articolo della rubrica Financial bike, che spiega l’economia con le metafore del ciclismo, parliamo di investimenti

a cura della divisione consulenza AcomeA

L'economia con le metafore del ciclismo: parliamo di investimenti

Parteciperesti a una competizione della quale conosci la partenza, ma non l’arrivo? La domanda può apparire problematica o apparentemente senza senso. Eppure quando si tratta dei nostri investimenti spesso partiamo per una tappa di cui non abbiamo stabilito la destinazione finale. Ecco i nostri consigli di economia spiegati con le metafore del ciclismo.

Perché questa rubrica su economia e ciclismo

In tempi in cui si è assistito alle fughe in discesa delle borse e delle economie, è opportuno avere le idee chiare per superare le turbolenze degli ultimi mesi e raddrizzare il manubrio del proprio portafoglio. Come se non bastasse, i media specializzati amplificano le notizie economiche in modo sensazionalistico. Il risultato è la dilagante sensazione di una totale mancanza di controllo. Che è invece totale quando siamo in sella alla nostra bicicletta.

Possiamo tenere sott’occhio la velocità, il battito cardiaco, la cadenza di pedalata e persino la forza che stiamo impiegando. Oltre naturalmente, ai chilometri percorsi. Per arrivare dove? Qualsiasi competizione ciclistica, allenamento, o semplice sgambata con gli amici, ha una partenza e una fine. Un percorso chiaro, delineato. Spesso vario: pianure, salite di differente intensità, discese il cui evolversi è delimitato sempre da una partenza e un arrivo.

Cosa succede invece quando dobbiamo compiere una scelta di investimento?

Più o meno inconsapevolmente, la prima domanda che ci facciamo è: «dove mi conviene investire?», anziché «a cosa mi serviranno i soldi che investo oggi?». Una domanda, la prima, che induce a un errore sistematico nella gestione del patrimonio. E alla quale può essere data una risposta solo dopo aver specificato in modo preciso il motivo per cui stiamo per investire il nostro capitale.

Cercare di rispondere alla domanda “dove metto i soldi?” prima di identificare il traguardo che si intende raggiungere è come imporsi, prima della gara, uno specifico rapporto da utilizzare. La cui scelta dipenderà evidentemente da una serie di fattori: le caratteristiche del territorio, la strategia di gara, le capacità atletiche personali.

Così come non esiste il rapporto migliore in assoluto, non è possibile formulare un giudizio sull’appropriatezza di un investimento senza considerare il motivo per cui si sta risparmiando e l’obiet tivo che si vuole raggiungere.

Qualche esempio concreto?

Gli obiettivi di impiego del risparmio, pur con tutte le sfumature e peculiarità sono com presi tra due estremi: la sicurezza della disponibilità immediata del danaro e la sua difesa dall’inflazione su un periodo temporale più esteso.

Il quarantenne libero professionista che risparmia per la pensione e per garantire ai figli adeguati studi all’Università, si pone uno traguardo differente rispetto al pensionato che entro l’anno desidera regalare l’auto (o meglio una splendida bici da corsa!) al nipote.

Il primo può diversificare l’investimento sui mercati azionari, che nell’arco di 10-15 anni si muovono in sintonia con l’economia reale.

Il secondo, deve puntare a investimenti a brevissimo, tramite fondi di liquidità o strumenti del mercato monetario.

Le domande per pianificare gli investimenti

A cosa serviranno i soldi che sto risparmiando? Per quanto tempo sono disposto a separarli dalle mie esigenze di consumo? Queste sono le domande di buon senso per una corretta pianificazione degli investimenti. Mantenere il focus sugli obiettivi che si intende raggiungere con il danaro impiegato, è il miglior modo per iniziare una pianificazione finanziaria lucida e concreta. Senza obiettivi chiari, è facile cadere vittima del flusso incontrollabile di notizie o delle mode finanziarie del momento.

Rispondere a queste domande, con serenità e dopo un’attenta valutazione, è di gran lunga più utile che conoscere le profezie di qualsiasi agenzia di ratings. D’altronde non è grazie alle dritte di Standard & Poor’s che la storia dell’uomo è passata da Socrate a Steve Jobs!

Vuoi sapere se il tuo portafoglio è adeguato ai tuoi obiettivi? Scrivici a finbike@acomea.it per suggerimenti e consigli.

Per contattare AcomeA: finbike@acomea.it

TuttoBici

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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