Lungo le strade del Giro di Danimarca con Daniele Colli Lungo le strade del Giro di Danimarca con Daniele Colli
Con Daniele Colli, atleta della Geox Tmc, abbiamo pedalato lungo le strade del Giro di Danimarca: «Attenti alle fughe, c’è poco spazio per recuperare»... Lungo le strade del Giro di Danimarca con Daniele Colli

Con Daniele Colli, atleta della Geox Tmc, abbiamo pedalato lungo le strade del Giro di Danimarca: «Attenti alle fughe, c’è poco spazio per recuperare»

Dal nostro inviato speciale…

Giro di Danimarca, Daniele Colli illustra le difficoltà

Il mondiale di Copenaghen è alle porte e, come sempre accade, molti parlano del circuito e ne raccontano caratteristiche, pregi e difetti che poi spesso si scoprono non veritieri quando si arriva sul posto. Così abbiamo chiesto a Daniele Colli, ventottene milanese della Geox Tmc, di raccontarci le sue sensazioni dopo aver pedalato sul circuito mondiale nell’ultima tappa del Giro di Danimarca. Ecco il suo reportage.

Il giro di Danimarca visto da Daniele Colli

«Abbiamo percorso un giro completo del percorso iridato nel corso dell’ultima tappa del Giro di Danimarca. Sulla linea d’arrivo era stato posto un traguardo con abbuoni. Daniele Bennati l’ha fatta a tutta ed è stato passato abbastanza facilmente da Gerrans, che era in lotta per la vittoria finale e anche grazie a quel passaggio ha vinto la corsa.

Su quel rettilineo sarà difficile trovare i rapporti giusti per la volata: saranno necessarie forza e resistenza perché la strada inganna molto, il rettilineo è lungo 500 metri e vi assicuro che la linea del traguardo sembra non arrivare mai. D’altra parte, quando si prova il circuito in allenamento, non è mai come farlo in corsa e per questo l’esperienza del Giro di Danimarca è stata molto preziosa per tutti».

Programma del mondiale di Copenaghen – Così la settimana iridata

Crono

datagarakm
lunedì 19donne junior13,9
uomini Under23 35,2
martedì 20uomini junior27,8
donne élite27,8
mercoledì 21open46,4

Strada

venerdì 23donne junior70,5
uomini Under23 168
sabato 24uomini junior126
donne élite140
domenica 25professionisti266

L’analisi di Colli continua: «La zona del traguardo è scoperta. Noi abbiamo trovato molto vento e le possibilità che ce ne sia anche a fine settembre sono molto elevate. Non è da escludere il brutto tempo, vista la latitudine alla quale si trova il percorso. Noi abbiamo trovato bel tempo, ed il vento era contrario per andare a prendere l’arrivo e poi laterale sul rettilineo. Personalmente credo che il rapporto ideale per affrontare la volata sia il 53×17, che può far male a molti. Sarà una volata strana, non da velocisti, nella quale conterà poco o niente stare in scia a chi ti precede».

Volata inevitabile?

«Per far saltare il banco ci vorrebbe un Gilbert in palla che vada via al penultimo giro e riesca a tenere fino in fondo. Le possibilità ci sono perché sul percorso c’è poco spazio per recuperare, ci sono tante curve che impediscono di vedere la fuga. Dopo l’arrivo, in particolare, c’è un falsopiano dove si può attaccare guadagnando terreno fino allo strappetto della prima salita.

Secondo me si tratta di un circuito più impegnativo di quanto non venga considerato. La salita più importante assomiglia molto a quella di Plouay, con strada larga e dritta che sale, mentre la seconda è praticamente uno strappetto. Ma su entrambe all’inizio di agosto ho visto parecchia gente fare fatica.

Sarà importante correre con attenzione cercando di evitare le imboscate: con il vento e tre o quattro compagni che pedalano a tutta, si potrebbero anche creare ventagli e recuperare potrebbe essere durissimo. Credo che sarà una corsa molto selettiva, al punto che molti capitani negli ultimi giri potrebbero trovarsi soli o con pochi compagni e allora, in caso di attacco, chi inseguirebbe?».

Quale il tuo giudizio finale?

«Sarà un mondiale stressante, sin dall’inizio sarà fondamentale tenere le posizioni. Serve gente che sappia inserirsi nelle fughe e corridori che abbiano fondo: la corsa misurerà 266 chilometri con 17 giri del percorso (lungo 14 chilometri, ndr) dopo un tratto iniziale di 28 chilometri che dal centro di Copenhagen porterà i corridori al circuito.

Sulla carta, la corsa mi sembra ideale per corridori come Hushovd e Gilbert, atleti di fondo insomma. Credo che chi esca dalla Vuelta abbia qualche chance in più degli altri, anche se i due corridori che ho nominato non hanno corso in Spagna».

Un consiglio per Bettini?

«Adesso mi chiedete troppo… I nomi che ho letto sono adatti, a cominciare da Bennati e Modolo, ma anche Visconti e Pozzato in forma potrebbero essere utili alla causa. Immagino una nazionale con una punta, ovviamente, ma con tanti corridori che possano essere protagonisti, gente che non ha paura di entrare nelle fughe e giocarsi le proprie carte».

TuttoBici

TuttoBici

tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

Read previous post:
"In salita controvento", il nuovo libro di Ivan Basso
“In salita controvento”, il nuovo libro di Ivan Basso

Nel nuovo libro, "In salita controvento, Ivan Basso si racconta: dai successi alle accuse di doping, ecco la storia del...

Close