Il Giro di Padania voluto dal senatore Michelino Davico ha fatto molto parlare di sé. Ecco com’è nata l’idea e il commento del presidente federale, Di Rocco

Una copertina politica, dopo un mese ciclisticamente e politicamente molto intenso. Una copertina dedicata al Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, nel mese in cui si è parlato più di Padania che d’Italia. Il Governatore della regione più importante d’Italia è tornato sull’argomento, a partire dal Giro di Padania.

E ha colto l’occasione per raccontarsi e raccontare ai lettori di tuttoBICI la sua grande passione per le due ruote, oltre che esprimere un giudizio politico e sportivo sulla nuova corsa voluta dal senatore della Repubblica, Michelino Davico.

Il Giro di Padania ha fatto parlare, discutere e anche qualcosa di più

Molti hanno usato e strumentalizzato l’evento per i propri fini politici. Il nostro presidente federale Renato Di Rocco inspiegabilmente si è lasciato prendere, travolgere e risucchiare dall’evento come pochi sarebbero riusciti a fare.

In pratica ha consegnato il ciclismo nelle mani di Davico, che si è di fatto elevato a presidente. Arrivando a fare il discorso augurale ai nostri azzurri, nel giorno delle presentazioni delle nostre squadre in partenza per Copenaghen nelle sale del nuovo palazzo del Coni di Milano.

Non solo, Davico ha vinto a mani basse il premio «Gabriele Paolini» (il noto disturbatore televisivo) partecipando alla trasferta azzurra da appassionato quale è, riuscendo a mettere a più riprese il proprio faccione in favore di telecamera. Nulla da dire a Davico, lui ha fatto quello che gli hanno consentito di fare: mostrarsi in mondovisione.

Si sono visti anche i risultati azzurri, però. La nazionale di Paolo Bettini è stata una piccola Italia. Una vera e propria italietta; ad essere buoni, una discreta rappresentativa Padana. Per tornare a vedere l’Italia, infatti, ci vuole ben altro.

A volte ritornano 

L’ex manager della Gerolsteiner Hans-Michael Holczer torna nel ciclismo come responsabile sportivo della Katusha. Lo salutiamo con simpatia, ma ci facciamo anche una domanda: è la stessa persona che nell’agosto di un anno fa scrisse un libro (Garantiert Positiv) nel quale raccontava come lo statunitense Levi Leipheimer avrebbe manipolato il proprio sangue al Tour del 2005?

In questo libro Holczer racconta:

«Nel giorno di riposo a Grenoble, l’Uci ci informò che Levi aveva un valore di “off score” appena sotto il limite (dello 0,2%)e chiese che fosse fermato dalla squadra».

Il team non lo fermò. L’Uci abbozzò. Poi arrivarono le positività di Hondo, Kohl, Schumacher e Rebellin. Ora questo Hans-Michael Holczer torna in gruppo. Si tratta della stessa persona?

Lettere a Eugenio Bani

Roma, 20 gennaio 2010

«Caro Eugenio (Bani, ndr), ho apprezzato molto la Tua decisione di collaborare con la giustizia sportiva per fare chiarezza e voglio assicurarTi che in questo difficile momento la Federazione Ti è vicina… Il Tuo atto di coraggio dimostra che la strada da percorrere è un’altra.

Continua così, senza farTi manipolare, sulla strada dell’onestà e del rispetto delle regole e confida sempre nel pieno supporto della Federazione e dei suoi organi di Giustizia. Questi ultimi, a cominciare dalla Procura Federale, si augurano di ricevere da Te e dagli altri coraggiosi atleti, dati ed informazioni utili per combattere ogni pratica illecita per salvaguardare gli atleti ed informazioni utili per combattere ogni pratica illecita per salvaguardare gli atleti ed i giovani in particolare…. Con affetto».

Renato di Rocco

Roma, 7 luglio 2011

«Caro Eugenio Bani, non posso che confermare l’apprezzamento… La sospensione da parte del TNA delle sanzioni a lei comminata, è un beneficio condizionale di sospensione dell’esecuzione ma non estingue la sanzione, non è una revoca, un annullamento o riduzione della sanzione. Tale sospensione, come previsto dalle norme della Wada e del Coni può essere, in via di diritto, revocata in qualsiasi momento…

Nonostante la sospensione della sanzione e la sua indubbia fattiva collaborazione all’accertamento di violazioni della normativa antidoping, allo stato delle cose lei non possiede i requisiti tassativamente richiesti dalle deliberazioni del Consiglio Federale per la partecipazione ai Campionati Italiani, la convocazione nella squadra nazionale o il passaggio al professionismo.

Non avendo subito sanzioni per fatti di doping, nel caso dei campionati italiani, superiore a 6 mesi. Sono molto dispiaciuto… Con i più cordiali saluti».

Renato Di Rocco

Morale: ragazzi, collaborate, denunciate, fate nomi e cognomi. Siate coraggiosi. E smetterete di correre.

Pier Augusto Stagi