Hushovd e Boasson Hagen portano la Norvegia al Tour de France Hushovd e Boasson Hagen portano la Norvegia al Tour de France
Le imprese di Thor Hushovd e di Edvald Boasson Hagen hanno esaltato il Paese. La Norvegia, che a sentire i due atleti non ama... Hushovd e Boasson Hagen portano la Norvegia al Tour de France

Le imprese di Thor Hushovd e di Edvald Boasson Hagen hanno esaltato il Paese. La Norvegia, che a sentire i due atleti non ama le bici, si è emozionata col Tour de France

Hushovd e Boasson Hagen portano la Norvegia al Tour de France

Due corridori al via del Tour de France, due al traguardo finale di Parigi: bilancio, quattro vittorie di tappa, equamente divise. La Norvegia patria del freddo e degli sport invernali si scopre innamorata del ciclismo. I suoi tifosi invadono le Alpie la capitale francese per esaltare i propri beniamini, vale a dire il campione del mondo Thor Hushovd e il rampante Edvald Boasson Hagen.

Thor Hushovd: «In Norvegia ero uno sportivo atipico»

«Quando ero ragazzino – racconta Hushovd. -I miei amici mi guardavano straniti quando andavo ad allenarmi in bicicletta mentre loro si divertivano con lo sci di fondo e con il salto dal trampolino. Ma il movimento ciclistico sta crescendo anche nel nostro paese.

Personalmente io do una mano ad un team Continental, ma credo che i nostri successi al Tour sino stati lo spot più bello per il nostro paese».

Boasson Hagen: «Una grandissima emozione»

«Vedere tutti quei tifosi che sono venuti ad applaudirci sull’Alpe d’Huez, in una tappa che per noi non aveva nulla da dire, mi ha davvero emozionato – conferma il ventiquattrenne Boasson Hagen. – Devo confessare che sono emozionato nel vedere il nostro paese che si sta finalmente appassionando al ciclismo. Dietro di noi ci sono tanti giovani interessanti, spero che adesso ci sia anche per loro la possibilità di mettersi in evidenza».

Cronache dei loro successi

Ad aprire i giochi è stato proprio il giovane portacolori della Sky con la volata di Lisieux. Poi il campione del mondo ha piazzato due botte delle sue: una a Lourdes, dove è arrivato tutto solo, e una a Gap, dove ha bruciato in volata proprio il connazionale.

Festa finita? Neanche a parlarne perché l’indomani Edvald ha concretizzato la promessa di riscatto fatta appena ventiquattr’ore prima. Ha salutato i compagni d’avventura sulla salita di Pramartino ed è volato a prendersi il trionfo di Pinerolo.

E sulle strade è stata invasione di bandiere rosse con la croce blu, è stata subito Norvegia-mania. Una di quelle malattie che solo il ciclismo sa attaccare, una di quelle malattie dalle quali non si può guarire.

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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