Ivan Basso ha partecipato al Tour de France con l’obiettivo di vincere, e invece… ecco la cronaca della sua gara, tappa per tappa

Ivan Basso Tour de France

Èandato al Tour de France per vincere, convinto che questa sarebbe stata la volta buona per coronare il grande sogno della sua carriera. Ma Ivan Basso troppe poche volte è stato all’altezza dei migliori. Gli Schleck, Evans, il malconcio Contador, Sanchez, Cunego e persino Voeckler sono stati, nell’arco delle tre settimane, più costanti e brillanti del varesino della Liquigas.

E pensare che fino al giorno di Gap, quando, sotto una pioggia torrenziale, Contador e Sanchez hanno movimentato l’ultima settimana, Basso era ancora lì, quinto a 3’16” da Voeckler, e guardava con fiducia e ottimismo al trittico alpino conclusivo.

Il Tour di Ivan Basso

Dopo essere arrivato ai piedi dei Pirenei come difficilmente meglio avrebbe potuto. Dopo che a Luz Ardiden è sembrato per un giorno il più in palla fra i big, quando avrebbe dovuto attaccare è mancato. A Plateau de Beille, così come gli altri suoi rivali, non ha approfittato dello stato di Contador per liberarsene.

Sulle Alpi invece è stato a tratti timido nella tappa del Galibier non dando cambi a un eroico Cadel Evans, per poi giustificarsi dicendo che «stava a chi vuole vincere il Tour tirare per riprendere Andy». Come se lui stesso non avesse quell’obiettivo…

Nella terribile tappa che prevedeva Telégraphe, Galibier e Alpe d’Huez si è staccato non una, ma due volte. La prima sul colle iniziale e la seconda, definitiva, salendo verso l’Alpe dove, sette anni fa, Armstrong lo aveva definito il suo erede.

Il risultato: ottavo posto

È comunque arrivato ottavo a Parigi, e si può discutere a lungo su quale sia il bilancio del suo Tour. Ma non si può negare che premesse e prospettive erano diverse. L’anno scorso Basso è andato male al Tour de France perché aveva fatto, e vinto alla grande il Giro, quest’anno è andato male al Tour: punto. In casa Liquigas bisognerà riflettere con calma e lucidità, perché se è vero che Cadel Evans, coscritto di Basso, è il più vecchio vincitore del Tour dal 1947, allora il tempo per Ivan rischia di essere agli sgoccioli.

È strano e preoccupa infatti che Basso non abbia perso terreno quando non sarebbe dipeso più di tanto da lui, cioè nella prima settimana fra ventagli e cadute, ma sul suo campo, in montagna, dove per realizzare il sogno avrebbe dovuto rifilare almeno un paio di minuti a chi va meglio di lui a cronometro.

La missione Tour de France è fallita, l’appuntamento è per l’anno prossimo: forse.

Voto 5,5