Termimato il Tour de France, è ora di dare un giudizio sui migliori corridori italiani. Ecco le pagelle da Marcato a Sabatini

Fabio SABATINI 5,5

Ultimo a Parigi, ma almeno ci è arrivato. A differenza di altri, soprattutto francesi, che lu crano sulla maglia nera, Sabatini non è andato in cerca di fama dalla porta di servizio. Daniel Oss lo ha superato nelle gerarchie Liquigas per gli sprint, e alla fine non ne ha disputato neanche uno. Aggiungendo la brutta cronosquadre della Liquigas il bilancio non è il massimo.

Paolo LONGO BORGHINI 6

Al Tour per proteggere Basso nelle tappe in pianura e per spingere a fondo nella cronosquadre. 7 per il primo lavoro, svolto egregiamente tanto che Ivan è uno dei pochi favoriti a non avere perso tempo fino alle montagne. 5 per il secondo perché nessuno in maglia bianco-verde ha reso secondo le aspettative, soprattutto interne alla squadra.

Alessandro VANOTTI 6,5

Il bergamasco si nota po co, ma c’è sempre. Do po aver corso il Giro non al massimo della condizione è venuto al Tour per vigilare su Basso e portare in un gruppo piuttosto giovane il suo bagaglio di esperienza. Malino nella cronosquadre, quando è stato comunque fra i migliori della Liquigas, nella tappa dell’Alpe d’Huez ha fatto il ritmo per metà Telegraphe quando Contador e Andy Schleck erano in fuga.

Daniel OSS 7

Passo dopo passo, Daniel cresce. L’anno scorso, al primo Tour, aveva azzeccato la fuga al penultimo giorno e fatto ballare l’HTC di Cavendish fino a 3 km dall’arrivo, quest’anno si è messo a fare le volate. Sesto a Carmaux, dove è rimasto al vento troppo presto e ha di fatto tirato la volata a Cavendish, e a Parigi; quarto a Montpellier, dove tecnicamente è stato perfetto e gli è mancata un po’ di esplosività. È stato penalizzato dal fatto che Basso sia sempre stato in classifica: la squadra doveva fare quadrato attorno a Ivan e non c’era possibilità di andare in fuga. Peccato, perché Lourdes, Gap e Pinerolo erano buone occasioni.

Matteo BONO 6,5

L’iseano della Lampre ISD ha fatto il suo. Doveva stare vicino a Cunego più in pianura che in salita e non ha mai avuto grossi problemi. In un paio di tappe è stato l’unico compagno di Damiano ad essergli rimasto al fianco nel finale.

Alessandro PETACCHI 6

Forse meriterebbe di me no perché non è riuscito a vincere una tappa, ma a 37 anni suonati rimane l’unico italiano ad essere salito sul podio parziale. Secondo a Chateauroux, terzo a Montpellier dove, se non avesse perso la ruota giusta all’ultimo chilometro, avrebbe potuto impensierire persino Cavendish. Alla sua età e con il suo fisico già non è automatico finire il Tour, Alessandro non solo lo ha fatto, ma ha anche dimostrato di essere un professionista serio e un velocista stimato e temuto.

Leonerdo BERTAGNOLLI 5

Convocato per il Tour all’ultimo momento, il trentino non si è presentato in Francia nella migliore condizione. Ha te nuto duro sui Pirenei, ma nella tappa con arrivo sul Galibier è stato costretto ad abbandonare una corsa che non lo ha mai visto protagonista.

Matteo TOSATTO 6,5

L’angelo custode di Alberto Contador ha avuto molto lavoro in questo Tour e, fin quando la strada iniziava a salire, è sempre rimasto al fianco del suo sfortunatissimo capitano. Veniva dal Giro e un po’ ha pagato la fatica, ma la presenza del trevigiano è stata importante nei molti momenti difficili di Contador. Un vero capitaine du route, come direbbero i francesi, che non perde la calma quando altri attorno a lui la perdono e riconosce i meriti di chi è stato più bravo. E pensare che quest’inverno ha rischiato di smettere…

Adriano MALORI 7

Fossimo norvegesi, sa – rebbe uno dei tanti. Ma dato che siamo italiani, è giusto festeggiare l’ottimo Tour di Adria no Ma lori. Il campione nazionale a cronometro, dopo essere arrivato ultimo nella sua prima Grande Boucle, quest’anno si porta a casa il numero rosso di combattivo del giorno nella tappa di Lisieux, va in fuga anche verso Plateau de Beille e si conferma ottimo contro il tempo arrivando sedicesimo, e quinto fra i giovani, nella cronometro di Grenoble. Un talento da proteggere e osservare.

Manuel QUINZIATO 7,5

Anche un po’ d’Italia sul podio finale. Il bolzanino ha fatto il suo dovere nella prima parte di Tour e, nei giorni di mon tagna, prima che ini ziassero le salite. Bravissimo nella cronosquadre di Les Essarts, in un giorno fondamentale per la continuazione del Tour perché Cadel Evans ha capito che si poteva fidare dei suoi compagni. L’australiano a fine Tour ha detto che senza squadra non ce l’avrebbe fatta, e Manuel è stato una delle colonne della BMC.

Le Pagelle Del Tour de France: ecco i voti da Marcato a Sabatini

Ivan SANTAROMITA 7,5

L’altro italiano sul tetto del Tour de France. Arrivato in Vandea in grande condizione dopo un ottimo campionato italiano, si è superato nella cronosquadre. Dopo un momento non facile sui Pirenei, si è ripreso nella terza settimana quando ha aiutato Cadel Evans a vincere la Grande Boucle.

Le Pagelle Del Tour de France: ecco i voti da Marcato a Sabatini

Paolo TIRALONGO 6

Sfortunatissimo in una squadra sfortunatissima. Per quello che ha fatto vedere in strada il voto è alto, ma non bisogna dimenticare che, salendo verso Super Besse, si è lanciato con Vinokourov in un folle e bellissimo inseguimento alla vittoria e alla maglia gialla per il suo capitano. Quasi in lacrime il giorno del ritiro di Vino, merita un punto in più per avere resistito cinque giorni vomitando tutto ciò che mangiava a causa di un virus intestinale che lo ha costretto al ritiro nella tappa di Pinerolo.

Marco MARCATO 8,5

L’italiano più combattivo della Grande Boucle. Per il padovano, che ha concluso a Parigi per la prima volta un grande giro, un Tour de France al di sopra delle aspettative. Tre volte in fuga e numero rosso nella tappa di Carmaux, gettandosi con coraggio e astuzia in azioni interessanti. Come a Montpellier, quando a 2 km dall’arrivo è uscito dal gruppo per seguire Gilbert. Nell’ultima settimana un problema al piede gli ha impedito di rendere al massimo, ma un bilancio migliore di così era davvero difficile da immaginare.