Massimo Lucchini ha abbandonato il ciclismo a soli 19 anni, per passare a lavorare nella Maniva Ski, l’azienda della sua famiglia

Massimo Lucchini Maniva Ski azienda Di Famiglia

Massimo Lucchini ha smesso di correre a soli 19 anni per intraprendere la strada del lavoro. Ma il ciclismo gli è rimasto nel cuore e continua a seguirlo, anche ora che ha ventidue anni e in un ruolo importante nell’azienda di famiglia.

Massimo Lucchini, hai smesso di correre presto: perché questa scelta?

«Il ciclismo è uno sport da praticare al 1000 per 1000, la mia famiglia mi ha offerto l’opportunità di lavorare per il comprensorio del Maniva SKIi. Ho fatto questa scelta con i miei fratelli Stefano, Sergio e Lorenzo. Quest’ultimo dopo il diploma, sarà con noi. Rivesto la carica di direttore all’Hotel Locanda Bonardi e questo impegno mi dà tanta soddisfazione, mi coinvolge, mi dà serenità».

Segui da vicino l’azienda di famiglia?

«Appena posso vado a vedere i miei ex compagni e quando non posso vivo da vicino gli eventi grazie a telefonini e connessioni internet».

Parlaci di papà Imerio.

«È un’icona, ho capito quanto vale da quando ho smesso di correre, è un vulcano di idee, non si ferma mai, è un vero imprenditore, tutti i giorni inventa e trasmette a me e ai miei fratelli la sua carica esplosiva. Anche lui ha avuto una carriera breve ma ricca di risultati, forse nel ciclismo è troppo buono ma viaggia sempre a 100 all’ora. E mam ma Mariagrazia ripete sempre a noi fratelli – giustamente – “guardate vostro padre”».

Estate o inverno al Maniva: c’è sempre fermento sulla vostra montagna.

«Non è la nostra montagna, è quella degli sportivi, dei giovani, degli appassionati di questo territorio in cui la natura si coniuga con lo sport, il buon mangiare si sposa con il turismo. Abbiamo creato un paradiso per gli appassionati di pesca, mountain bike, trekking, passeggiate in quota, ski surf, e in inverno abbiamo oltre 100 chilometri di pista per sci, snowboard, ciaspolate. Ed è sempre possibile rigenerasi all’Hotel Locanda Bonardi con camere accoglienti, SPA e una cucina tradizionale preparata da noti chef. Allo Chalet Maniva, invece, serviamo pranzi per tutti i gusti con tante iniziative».

Torniamo al ciclismo: cosa auguri ai vostri atleti?

«Di riuscire a dare il 1000 per 1000, questa è una disciplina che non devi tradire. Me l’hanno insegnato prima mio nonno Amilcare poi mio zio Valerio ed ancora Ottorino, Cesare, Giu seppe, Basilio e Angelo».

E di Moreno Moser, cosa ci dici?

«Mio cugino Alberto Luc chi ni è stato bravo ad allestire la squadra di ciclismo, lui è un team manager che conosce questo sport. Alla presentazione qui all’Hotel Locanda Bonardi, lo scorso mese di gennaio erano presenti tutte le famiglie Moser: Ignazio al primo anno ha già vinto ma il dito era puntato su Moreno che non si è fatto attendere.

Prima molti piazzamenti tramutati poi in vittorie, e che vittorie. Moreno dà sempre il massimo, è cresciuto molto e poteva raggiungere traguardi ancora più prestigiosi, come al Giro d’Italia. Ha già firmato con la Liquigas ma il suo impegno è sempre improntato alla massima serietà, ha vestito la maglia azzurra, ha partecipato ai campionati Europei e ci farà sognare ancora».