Nicola Minali: “Il ciclismo per i giovani dev’essere divertimento! Nicola Minali: “Il ciclismo per i giovani dev’essere divertimento!
«Dobbiamo insegnare i veri valori dello sport – dice Nicola Minali. – Per questo ho accettato la sfida di organizzare il Meeting dei Giovanissimi»... Nicola Minali: “Il ciclismo per i giovani dev’essere divertimento!

«Dobbiamo insegnare i veri valori dello sport – dice Nicola Minali. – Per questo ho accettato la sfida di organizzare il Meeting dei Giovanissimi»

di Giulia De Maio; foto Archivio Vc Isolano

nicola minali intervista

«Il ciclismo dei più piccoli è quello più puro. Altro che dilettantismo e professionismo, io voglio avere a che fare con giovanissimi ed esordienti. Solo a loro posso davvero trasmettere l’esperienza che ho acquisito in carriera e ottenere le più grandi soddisfazioni». Parola di Nicola Minali, ex professionista di Isola della Scala (VR). Classe ’69, velocista di alto livello, è sempre più impegnato nelle categorie giovanili.

Lui, che è stato tra i pochi a poter rivaleggiare con Mario Cipollini, ha appeso la bici al chiodo da quasi dieci anni. Ma la passione e la voglia di far bene nel mondo del ciclismo non le ha assolutamente perse.

Vincitore della Parigi – Tours nel 1995 e nel 1996, può vantare successi di tappa in tutte e tre i grandi Giri. Due in Italia nel ’95 e ’98, tre in Francia nel ’94 e ’97 e sette in Spagna. Professionista dal 1993 al 2002 ha vinto 50 gare, fra le quali il Giro della Provincia di Siracusa nel 1998 e due tappe alla Tirreno – Adriatico, Nicola a settembre metterà in piedi con il “suo” Veloce Club Isolano il 25° Meeting Nazionale di Società per Giovanissimi.

Cosa fai ora nella vita?

«Lavoro per Giordana, in particolare per il marchio DMT. Provo l’abbigliamento, le scarpe e le bici che vendiamo e mantengo le relazioni coi corridori. Sono diesse del Velo Club Isolano, società del mio paese in cui ho corso dal 1976 (G1) al secondo anno da Juniores nell’87 e nella quale ora corrono i miei figli.

Nello specifico gestisco giovanissimi ed esordienti. Tre allenamenti a settimana più la gara. Per la bici ho poco tempo, ma quando riesco un giretto lo faccio ancora molto volentieri».

Quindi hai scelto il ciclismo giovanile per ragioni affettive…

«Certo. Ho due figli che corrono: Riccardo, allievo al 2° anno, e Michael, G6. Ovviamente abitando sotto lo stesso tetto dò loro qualche consiglio, ma li lascio molto liberi. Non sono uno di quei genitori che assillano e trattano come campioni affermati i bambini di sei/dodici anni. Basti pensare che Riccardo non lo seguo direttamente io, ma il mio amico ed ex compagno di squadra Andrea Brognara».

Riccardo è campione veneto e vicecampione italiano in linea. Questione di DNA?

«In parte probabilmente sì. In pista nelle specialità veloci ha pochi rivali. Sta crescendo e ha tutte le carte in regola per diventare un buon corridore, vedremo come sarà il suo futuro. Fisicamente è più completo e dotato di me probabilmente, ha preso da mia moglie… (dice sorridendo, ndr). Diciamo che se io ero un atleta stile Cavendish, lui ricorda più Boonen».

Come ti sembra il ciclismo giovanile oggi?

«Il movimento è vivo e sano, ma in molte squadre mancano figure carismatiche. La maggior parte delle volte al posto di diesse preparati, sia sotto l’aspetto umano che tecnico (entrambi fondamentali), troviamo semplici appas sionati di una certa età. Nonostante tutta la loro ammirabile volontà non riescono a dare molto ai ragazzini, che sono sempre più diversi dalla generazione a cui appartengo io.

A cinque anni ormai hanno il telefonino, bisogna essere in grado di comunicare con loro, anche se a volte non è semplice. Ognuno ha il suo carattere e la propria testa, vanno seguiti attentamente. Secondo me, fino alla categoria junior, bisogna solo insegnar loro a correre e far sì che si divertano. Sarà perché sono da sempre un romantico, ma sono convinto che nulla debba prevaricare l’aspetto ludico.

Un problema del ciclismo giovanile, ma credo del lo sport e della nostra società in generale, è l’esasperazione di certi genitori. Si vedono bambini con bici da professionisti, ruote in carbonio, che si sentono campioni e finiscono per fermarsi al primo ostacolo».

E quello professionistico, rispetto a quando correvi tu?

«Lo seguo per lavoro solo dall’esterno, soprattutto leggendo il vostro sito. Vedo che ci sono sempre problemi e diatribe in cui è sempre l’atleta a rimetterci. I giochi di potere, che ho sempre odiato, aumentano e l’UCI è sempre più padrona. Vogliamo parlare del doping? C’è sempre stato e sempre ci sarà.

Nonostante si stia facendo molto per combatterlo, il ciclismo resta sempre lo sport più bistrattato. I corridori vanno tutelati di più, c’è bisogno di una maggiore selezione per far passare solo quelli che meritano. Vanno ridotte le squadre minori in cui non passano i più forti ma spesso i più “furbi” quelli che hanno la possibilità di portare uno sponsor. Il ciclismo di serie B ha troppi soggetti che inquinano il nostro ambiente e team manager che pensano solo al loro portafoglio, tutti questi elementi vanno accompagnati alla porta».

La passione e la voglia di fare nonostante tutti i problemi del mondo delle due ruote non ti mancano, ora sei impegnato anche nell’organizzazione di eventi. Ai primi di settembre tanti piccoli ciclisti arriveranno a Isola della Scala per il Meeting Nazionale di Società per Giovanissimi 2011.

«È il mio primo grande banco di prova organizzativo, un onore e un onere per il comitato organizzativo che dirigo. Si tratta di un evento costoso, ma la Regione Veneto e tutte le istituzioni del no stro territorio ci sono vicino e di grande supporto. A Isola della Scala le strutture non mancano, sfrutteremo al meglio quanto già a disposizione per la nota Fiera del Riso.

È stato previsto l’arrivo di 15.000 persone tra giovani atleti e accompagnatori, siamo pronti ad accoglierli. La federazione ha creduto molto in noi e ci ha dato la possibilità di festeggiare al meglio, dall’1 al 4 settembre, il 50° compleanno del VC Isolano Stella 81».

Immagino sia in programma una grande festa…

«Esatto. Il meeting, nato nel 1985 da una lungimirante idea dei dirigenti della Fe derazione Ciclistica Italiana per promuovere il ciclismo giovanile in tutta Italia, è per definizione un carosello, un ritrovo in nome del ciclismo, per questo la classifica finale, stilata in base ai piazzamenti delle diverse prove, riguarda le società e non i singoli atleti.

Con quest’avventura tricolore festeggeremo oltre al 50° anniversario della nostra formazione, i 150 anni dell’Unità d’Italia e la 25a edizione del campionato nazionale per giovanissimi. Il meeting che fino a oggi ha riscosso più successo mi sembra sia stato quello di Cattolica del 2006, che ha raccolto ben 3.500 giovanissimi; noi abbiamo previsto che ci saranno all’incirca 2.500 partecipanti, ma speriamo di battere questo record di presenze».

Qual è il programma?

«Dopo la consueta accoglienza e la relativa cerimonia d’apertura, che andrà in scena giovedì 1° settembre, il fine settimana sarà dedicato a quelle che si possono definire “le piccole olimpiadi del ciclismo”. Venerdì 2 si inizierà con le gare a tempo della gimkana, i primi sprint e le gare riservate alla MTB.

Sabato 3 e domenica 4 ci sarà invece spazio per le corse su strada suddivise in batterie di quaranta concorrenti ciascuna così da permettere ad ogni bambino di essere protagonista in corsa. Una volta scesi di bicicletta i bambini proseguiranno le loro giornate con le diverse attività ricreative proposte all’interno del villaggio che verrà predisposto per loro».

Per finire, visto tutto quello che si dice del ci clismo, perché un bambino secondo te dovrebbe correre in bici?

«Vi faccio io una domanda: perché dovrebbe giocare a calcio? Certo giocare a palla è più semplice, comodo e sicuro, ma il “marcio” e i pericoli purtroppo ci sono dovunque. É giusto che ognuno coltivi le proprie passioni, per quanto mi riguarda posso solo dire che la bici è uno strumento educativo come nessun altro.

In passato era il solo gioco che avevamo, oggi è tutto esasperato come i genitori di cui dicevo in precedenza. Forse farebbe bene a tutti ritornare un po’ al passato. Oggi le mamme vanno a prendere i bambini fin dentro scuola con i loro macchinoni, sarebbe meglio fare andare i ragazzini a piedi o in bici.

L’importante è che lo sport sia sempre maestro di vita e che insegni ai ragazzi a tener duro in ogni momento. Se ogni giorno almeno un bambino impara qualcosa di nuovo e di buono, noi adulti e uomini di sport abbiamo realizzato il nostro compito».

25° Meeting Nazionale di società per giovanissimi

Il Programma della manifestazione

Giovedì 1 Settembre

ore 20 – Cerimonia inaugurale

Venerdì 2 Settembre

ore 8 – Gimkana e Fuoristrada
15 – fase finale Primi Sprint
18 – Cerimonia di premiazione

Sabato 3 Settembre

ore 8 – prove su strada categorie G1, G2, G3 e G4 maschili e femminili, G5 e G6 femminili
ore 18 – Cerimonia di premiazione

Domenica 4 Settembre

ore 8 – prove su strada categorie G5 e G6 maschili

ore 15 – Cerimonia di premiazione delle società e chiusura del Meeting

TuttoBici

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza