Ran Margaliot, dalla guerra in Israele al Tour de France Ran Margaliot, dalla guerra in Israele al Tour de France
Ran Margaliot, stagista  della Saxo Bank di Riis ed ex soldato, vuol essere il primo israeliano a correre il Tour de France di Laura Guerra... Ran Margaliot, dalla guerra in Israele al Tour de France

Ran Margaliot, stagista  della Saxo Bank di Riis ed ex soldato, vuol essere il primo israeliano a correre il Tour de France

di Laura Guerra

Ran Margaliot, dalla guerra in Israele al Tour de France

Raggiungere i propri sogni nel ciclismo è come affrontare una battaglia e poi sentire il proprio inno nazionale mentre il cuore batte forte. Ran Margaliot sa cosa vuol dire lottare per la sua passione, la bici. E sa bene anche cos’è la guerra, lui che ora ha vinto una battaglia entrando a far parte degli stagisti della grande Saxo, lui che in Israele ha vissuto da militare la guerra della striscia di Gaza. Alla corte di Riis e al fianco di grandi campioni, il giovane Ran sta iniziando ad inseguire il suo grande sogno: essere il primo israeliano a disputare il Tour de France.

L’incontro con la Saxo Bank

«L’anno scorso ho conosciuto Bjarne Riis e Giovanni Lombardi, ora mio procuratore. Vennero in Israele in occasione del primo Giro Servetto, giornate in bici alla scoperta della mia terra. Un evento che ho contribuito a realizzare – ha spiegato Ran. – Così hanno conosciuto la mia particolare storia ed ora Riis mi ha dato l’opportunità più grande che qualcuno mi abbia mai offerto. Questo però è solo un passo verso ciò che mi ha sempre spinto sulla bici: il Tour de France».

Una passione nata in tv

Folgorato a 16 anni dalla Grande Boucle vista alla tv, Ran – che ora ha 23 anni – decise che non sarebbe stato uno dei tanti: «Ero un bimbo grassottello, così a 12 anni quando scoprii il ciclismo il mio unico obiettivo era quello di perdere peso. Me ne innamorai subito ponendomi un unico grande obiettivo: essere il primo israeliano della storia a partecipare al Tour de France. Un simbolo, un punto di riferimento, un faro che tutt’ora mi guida anche nelle decisioni quotidiane, è “il senso al mio cammino”».

Ha gli occhi grandi e neri, Ran, occhi buoni di chi ha visto la guerriglia ma ancora capaci di sognare.

La vita militare

«A 18 anni, quando è arrivato il momento del servizio militare, il mio sogno stava per andare in frantumi come quello di tanti altri. In Israele infatti, la divisa la si deve tenere per 3 anni, quelli più preziosi per il ciclismo.

Fortunatamente lo Stato istituì la regola che i primi 2 miglior ciclisti di Israele avrebbero avuto qualche agevolazione, anche se il periodo che stavamo vivendo restava molto duro: la mattina potevamo uscire per allenarci ma il pomeriggio dovevamo rimetterci la divisa e lavorare. Io, grazie agli stage con la Saunier Duval, la Fuji e la scuola dell’Uci ho potuto trascorrere alcuni periodi in Europa che mi sono serviti molto per gli allenamenti.

Ma così facendo il mio servizio militare si è allungato fino a quattro anni». Periodo durante il quale ha dovuto anche lasciare la bici e vivere i disordini.

Dalle due ruote a Gaza

«Era il 2009. Io e i miei compagni siamo stati chiamati a raggiungere l’accampamento realizzato a Gaza in un momento di conflitti interni. Vi sono rimasto due settimane evitando la prima linea ma con due compiti delicati: addetto agli aiuti alla popolazione e successivamente alla radio per le informazioni. Non voglio però che si pensi che la mia è una terra sempre in guerra: a volte è meno pericolosa di certi luoghi che ho visto in Europa».

Le imprese di Ran Margaliot

Ran, che in Italia vinse nel 2008 la cronoscalata “Muro di Pantani” e nel 2010 è stato “King of the mountain” al durissimo Giro dell’Emilia, ora vive nella zona di Carrara. «Da aprile vengo ad allenarmi in Toscana o sulle Alpi francesi. Sono stato anche in ritiro con la Saxo e, pur provando molta emozione, ho lavorato a fondo per la mia progressione: con Riis si lavora davvero tanto ma lo si fa con piacere. Sarà dura ma voglio impegnarmi per realizzare il mio sogno».

Ama suonare la chitarra, leggere e far passeggiate magari ascoltando musica rock o soul, ammira Bernard Eisel, Mark Cavendish, Paolo Bettini ed ora si ritroverà al fianco di Contador alla corte di Riis. È la bella storia di Ran che è partito dalla sua Modi’in, tra Tel Aviv e Gerusalemme, per scoprire se è vero che a volte i sogni si avverano.

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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