È terminata una nuova edizione della Sei giorni delle Rose, la manifestazione ciclistica organizzata a Fiorenzuola da Claudio Santi. Ecco com’è andata

La Sei giorni delle Rose illumina Fiorenzuola

Quella di Fiorenzuola, in Italia, resta un’isola felice. Da quattordici anni con puntualità, infatti, Claudio Santi ed il suo staff mettono in scena la Sei Giorni delle Rose, unica manifestazione di questo genere che si svolge nel nostro paese.

Una gara unica e ricca di novità

Unica anche perché si svolge in estate e riesce a richiamare ogni anno tanti appassionati al velodromo intitolato a quel mito vivente del ciclismo e dello sport italiano che è Attilio Pavesi. Unica, la Sei Giorni delle Rose, lo è anche perché riesce a proporre al via un cast sempre composto dai migliori atleti del mondo. E perché è sempre foriera di novità.

Quest’anno, per esempio, oltre alla conclusione del torneo dei Boccioli di Rosa riservato ad Allievi ed Esordienti, c’è stata l’interessante proposta di una “tre giorni” internazionale riservata agli Under 23 e alle donne. Iniziativa, questa, che ha ulteriormente alzato il livello della manifestazione e fatto giustamente crescere l’interesse attorno alla prova.

Il bilancio di Claudio Santi

«Siamo molto soddisfatti di come sono andate le cose – spiega Claudio Santi. – Nonostante una serata di pioggia che ci ha costretto a rinviare le gare, infatti, il nostro bilancio è stato molto positivo. È sempre più difficile portare la gente al velodromo per sei giorni consecutivi.

Ne abbiamo prova purtroppo con quello che succede all’estero dove alcune città storiche come Stoccarda e Monaco di Baviera hanno perso la Sei Giorni. Ma noi ci siamo riusciti ancora una volta e credo di non aver esagerato quando, in sede di presentazione, ho detto che avremmo vissuto la Sei Giorni delle Rose più bella di sempre. Sono convinto che sia stato proprio così».

Viviani e Guarnieri campioni delle Rose

Soddisfatto l’organizzatore, entusiasti i tifosi italiani che hanno potuto applaudire il successo di due giovani pistard come Elia Viviani e Jacopo Guarnieri. Quest’ultimo si è preso la soddisfazione di vincere sulla porta di casa (vive infatti a Fiorenzuola). Viviani invece ha davvero impressionato nel confronto diretto con campioni plurititolati dei velodromi come l’olimpionico Walter Perez, lo svizzero Franco Marvulli e via dicendo. Una nuova conferma, quindi, delle qualità del giovane atleta veronese che sarà l’unico rappresentante della pista azzurra alle Olimpiadi di Londra 2012.