Alberto Volpi, Adispro: “La sicurezza nelle gare è la nostra priorità” Alberto Volpi, Adispro: “La sicurezza nelle gare è la nostra priorità”
Tutto BICI ospita l’ADISPRO, l’Associazione dei Direttori Sportivi Professionisti. In questo articolo parliamo di ciclismo e sicurezza con Alberto Volpi di Valerio Zeccato Nel... Alberto Volpi, Adispro: “La sicurezza nelle gare è la nostra priorità”

Tutto BICI ospita l’ADISPRO, l’Associazione dei Direttori Sportivi Professionisti. In questo articolo parliamo di ciclismo e sicurezza con Alberto Volpi

di Valerio Zeccato

Nel nuovo spazio del giornale, ospitiamo l’ADISPRO, cioè l’Associazione Italiana dei Direttori Sportivi Professionisti. In questo caso parliamo di sicurezza: un tema spinoso, nelle gare di ciclismo.

Proprio quanto accaduto al Tour ci dà l’input per affrontare l’argomento della sicurezza delle gare. Argomento che è legato a doppio filo all’uso delle radioline in corsa che l’Uci, dal prossimo anno, ha deciso di bandire.

«In questo momento della stagione ci sono molte gare, a cominciare dal Tour de France, e per noi direttori sportivi è un periodo poco favorevole per incontrarci. Certo ci si vede alle corse, ma sono attimi in cui ci si parla di sfuggita, difficile programmare qualcosa».

Alberto Volpi, per quattro anni presidente dell’ADISPRO Italia, ora vice presidente, diesse della Liquigas-Cannondale, non era alla Grande Boucle ma ha lo stesso molteplici impegni. E così tutti i suoi colleghi in ammiraglia: l’estate naturalmente è piena zeppa di gare per i professionisti e di conseguenza l’associazione dei direttori sportivi deve per forza di cose stare un attimo in stand by.

Cosa è successo all’ultimo Tour

Alla grande corsa francese ne sono successe di tutti i colori: auto e moto che hanno fatto letteralmente volare i corridori, già più volte a terra per scivolate o “arrotate” dovute non solo a distrazioni, ma anche alle mille insidie delle strade. Il CPA, attraverso Gianni Bugno, presidente del sindacato dei corridori, si è fatto sentire.

In un comunicato ha chiesto più attenzione sulla sicurezza dei corridori. Un passaggio del comunicato cita testualmente: “visti la difficoltà a garantire la sicurezza in corsa ora, non oso immaginare cosa succederà quando verrà impedito l’utilizzo degli auricolari nelle grandi corse come è previsto dall’UCI”. Speriamo che vengano riviste certe decisioni.

Cosa ne pensa l’ADISPRO da sempre impegnata in questa battaglia?

«Concordo pienamente su quanto ha scritto e dichiarato Bugno e il CPA – afferma deciso Volpi. – L’uso delle radioline può mettere in guardia i corridori per quanto sta accadendo in corsa. Ma è bene sottolineare che non è che così si evitano in maniera assoluta le cadute. La comunicazione è importante, sicuramente agevola il compito di chi corre e di chi segue la corsa, ma non è tutto».

Dove bisogna allora operare per migliorare la sicurezza dei corridori?

«In corse meno importanti del Giro d’Italia o del Tour de France, a volte anche perché ci si imbatte in organizzazioni poco efficienti, ci si ritrova in situazioni incresciose dove i corridori spesso rischiano moltissimo. Ci vogliono regole ancora più severe di quelle che, ad esempio, adotta il Tour.

Io da oltre 15 anni vado alle riunioni delle varie organizzazioni prima delle corse e posso assicurare che in primo piano c’è sempre la sicurezza dei corridori. Ma non basta se non ci sono regole ben precise che, alla base, evitano certi rischi. Mi riferisco alla scelta dei percorsi che devono essere compatibili all’agonismo che c’è attualmente nelle corse. Lo stesso Tour de France deve garantire, il più possibile, delle strade agevoli dove un plotone di oltre 200 corridori possa duellare con una certa sicurezza ».

Non sempre però si riesce, anche perché le strade non sono state realizzate pensando alle corse di ciclismo. Quindi è anche difficile per gli organizzatori trovare valide soluzioni.

«Ed è vero, ci mancherebbe – rimarca Volpi. – Però è altrettanto vero che non possono accadere situazioni come quella del Brixia Tour quando è stata annullata la tappa a cronometro perché non c’erano le condizioni di sicurezza per i corridori. Questo è un episodio, ma negli an ni ne sono successi diversi.

L’appello di tutti noi va in questa direzione e mi rifaccio alla Commissione tecnica della Lega che non deve “chiudere un occhio”. Deve essere decisa e irremovibile nel non dare il via libera alle corse dove non c’è adeguata sicurezza. Non dimentichiamo che in diverse occasioni solo la fortuna non ha provocato incidenti gravi per i corridori.

Capisco benissimo che gli organizzatori fanno tanti sforzi e che al giorno d’oggi è difficile portare in strada una corsa, sia in linea che a tappe. Le strade sono vecchie, il traffico è elevato e tanti altri fattori. Ma è anche vero che ci sono corse che si svolgono su percorsi tutelati e sicuri dove tutto fila via liscio. D’altra parte anche noi diesse al seguito delle gare quando c’è poca sicurezza diventiamo nervosi e questo finisce per distoglierci un po’ dall’evento sportivo in corso».

Tornando all’ADISPRO, che bilancio possiamo tirare a tre mesi scarsi dalla fine della stagione? Sembra che il 2011 sia un anno un po’ statico rispetto al passato.

«In effetti è vero, nel 2010 sono successe diverse cose positive, quest’anno un po’ meno. Ma non è neanche possibile pensare che tutte le stagioni siano uguali. Se vogliamo analizzare a fondo la questione possiamo dire che probabilmente dobbiamo essere ancora più coesi tra noi diesse, dobbiamo avere più incisività sia nelle idee che nell’operatività. Ma non è facile tradurlo in pratica, anche le altre associazioni hanno potuto fare molto di più che rivendicare il proprio ruolo in certe situazioni».

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tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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