tuttoBICI ospita l’Adispro, Associazione dei Direttori Sportivi Professionisti. Tra le proposte sul tavolo, quella di togliere punti a chi arriva fuori tempo massimo nei giri a tappe

di Valerio Zeccato

Il mese di agosto, normalmente dedicato alle ferie, è invece stato produttivo per la ADISPRO (Associazione Direttori Sportivi Professionisti). Quello che bolle in pentola ce lo spiega Luca Guercilena, che da circa un anno è presidente dell’associazione dei diesse italiani. «Nella commissione UCI regole e sicurezza è stata portata avanti la proposta di togliere un numero di punti maggiore, ovvero dai 50 ai 100, per i corridori fuori tempo massimo durante i giri a tappe».

Una questione di giustizia

«Questa modifica al regolamento è indispensabile per i corridori, in particolare i velocisti. Loro, anche nelle tappe di alta montagna, fanno di tutto per tagliare il traguardo entro i limiti del tempo massimo stabilito prima della tappa.

Se poi sono in tanti, a volte troppi, i corridori che sarebbero da mettere fuori corsa e che, giustamente, vengono riammessi dalla giuria, ecco che in questo caso chi veramente si è impegnato per restare nelle regole non viene agevolato nella classifica della maglia a punti.

A tal proposito alla proposta già descritta ne è stata aggiunta un’altra. Il corridore che alla seconda (o terza volta) che va fuori tempo massimo può anche essere riammesso per i casi già citati. Se ciò dovesse ripetersi potrebbe continuare il Giro e vincere tappe. Ma sarebbe escluso dalla classifica generale della maglia a punti».

Una modifica non da poco, ma sicuramente più adeguata alla realtà delle corse di oggi. Qual è l’altra novità in Adispro?

«Diciamo che questa novità è nell’aria, è in embrione. Ma potrebbe prendere forma se ce ne fosse il bisogno – spiega Guercilena che poi fotografa la situazione. –

Sempre in accordo con l’AIGCP (Associazione internazionale dei gruppi ciclistici), se ad ottobre nella corsa a tappe in Cina (il Tour di Pechino, 27esima tappa del World Tour, in programma dal 5 al 9 ottobre, ndr) non ci verranno garantite alcune nostre richieste sul tema delle radioline da usare in corsa, potrebbe partire un’azione legale nei confronti dell’UCI. Un’azione che speriamo non si debba verificare, ma che in caso contrario sarebbe l’unica strada percorribile.

Maggiore potere decisionale

Quello che stiamo tentando di far capire ai vertici della federazione mondiale è che le altre componenti operanti nel ciclismo vogliono avere, per quel che riguarda i professionisti, maggiore potere nelle decisioni che vengono prese.

Non basta essere presenti quando le regole vengono discusse come avviene adesso. Nelle proposte di cambiamento dobbiamo avere anche noi la possibilità di decidere. E non dobbiamo solo subire passivamente».

Siamo a poco più di un mese dal termine dell’attività, ovvero anche dal termine del primo mandato di Guercilena come presidente dell’associazione. Il diesse del Team Leopard tira un primo sommario bilancio.

«Abbiamo portato avanti le nostre battaglie in modo deciso, cercando ovviamente di rispettare i vari passaggi. E cercato di essere propositivi e dal momento che nelle varie problematiche venute alla luce abbiamo sposato la linea dei team. Abbiamo condiviso con loro ogni decisione.

Senza dimenticare che abbiamo affinato, e affineremo, la collaborazione con il centro studi. Vogliamo mantenere attivo l’aspetto ricerca e aggiornamento: elementi indispensabile per essere una parte attiva della federazione.

Sono tutti obiettivi che portiamo avanti come associazione da alcuni anni. Nessuno di noi ha mai pensato di concretizzare tutto e subito. Sappiamo che sono obiettivi da cogliere a lungo termine, e stiamo facendo di tutto per riuscire a tagliare i vari traguardi».

Resta intanto aperto il problema della successione di Serge Parsani che da qualche tempo si è dimesso dalla presidenza dell’ADISPRO International che riunisce i diesse italiani e stranieri.

«Effettivamente il posto al momento è vacante – ammette Guercilena, che però indica vicino la successione. – Non è stato facile trovare un altro presidente a causa dei molteplici impegni di noi tutti. Di sicuro durante il Mondiale in Danimarca noi direttori sportivi avremo modo di ritrovarci a stretto contatto.

In quell’occasione vedremo di rinnovare un po’ anche l’associazione internazionale, per renderla più frizzante e attiva. Non dimentichiamoci però che io stesso quando presenzio alle riunioni indette dall’UCI ci vado a nome dell’Adispro International. In questo modo la nostra voce a livello di federazione internazionale non è mai mancata ed è questo l’aspetto più importante. Esserci e dare il nostro contributo: in fondo, è quello che chiediamo…».