Il nuovo Tour de France tutto in salita. Parola di Christian Prudhomme Il nuovo Tour de France tutto in salita. Parola di Christian Prudhomme
Christian Prudhomme presenta il nuovo Tour de France: la prima novità è la partenza. Ma tutto il percorso è in salita. Ecco perché sarà... Il nuovo Tour de France tutto in salita. Parola di Christian Prudhomme

Christian Prudhomme presenta il nuovo Tour de France: la prima novità è la partenza. Ma tutto il percorso è in salita. Ecco perché sarà un Tour spettacolare

di Paolo Broggi

Il nuovo Tour de France è tutto in salita. Parola di Christian Prudhomme

«Vogliamo un Tour de France per corridori che sappiano osare, cioè per campioni che abbiano voglia di inventarsi qualcosa. Ecco perché siamo andati a cercare salite nuove e orizzonti nuovi, alternativi ad Alpi e Pirenei». Christian Prudhomme, direttore della Grande Boucle, è stato chiaro presentando l’edizione 2012. «Scommettiamo sulle novità e sul temperamento dei corridori per mantenere la corsa alla maglia gialla indecisa il più a lungo possibile».

La prima novità: grand départ fissato a Liegi per il 30 giugno

Per la quarta volta nella storia, il Tour partirà dal Belgio, quindi le strade delle classiche offriranno agli attaccanti l’occasione per sorprendere i grandi della corsa. E sarà così per tutta la prima settimana che culminerà con l’inedita salita Plan che des Belles Filles e con l’impegnativo traguardo di Porrentruy, in Svizzera.

Dopo questo inizio, sarà l’ora della prima cronometro di 38 chilometri e poi delle Alpi. Particolarmente interessanti si annunciano i 140 chilometri della Albertville – La Toussuire-Les Sybelles con le scalate della Maddalena, della Croix de Fer, del Col du Mollard e con l’arrivo in salita a quota 1705 metri.

Sui Pirenei, invece, i momenti forti saranno il Mur de Péguère, proprio prima di planare su Foix. Poi la sequenza Aubisque-Tourmalet-Aspin-Peyresourde nella tappa di Bagnèresde-Luchon e infine l’arrivo a Peyragudes.

Per concludere, i 52 chilometri da affrontare a cronometro da Bonneval a Chartres, alla vigilia della passerella di Parigi.

Perché sarà un Tour indimenticabile

«Abbiamo inserito più chilometri a cronometro. Ma agli specialisti – continua Prudhomme – non basterà fare affidamento sulle loro doti. Dovranno inventarsi anche attacchi da lontano e azioni intelligenti per recuperare il tempo che saranno costretti a cedere in montagna. Sarà quindi un Tour spettacolare e, speriamo, combattutissimo».

Il primo ostacolo: la maxi pendenza sui Vosgi

Una delle novità più attese, poi, è la salita de La Planche des Belles Filles. Questa infatti offre una pendenza mai toccata dalla Grande Boucle, una sorpresa che arriva dai Vosgi alsaziani. In vetta, una scultura di legno ricorda il sacrificio delle ragazze del villaggio che nel 1635, durante la Guerra dei Trent’anni, preferirono gettarsi nel lago dall’alta rupe piuttosto che cedere alle violenze dei mercenari svedesi ingaggiati dai principi protestanti tedeschi.

Sarà quassù, in questa piccola stazione sciistica a gestione familiare, che il Tour farà tappa al termine della prima settimana di corsa, sabato 7 luglio. «Non abbiamo solo le Alpi o i Pirenei – spiega Christian Prudhomme. – Basta guardarsi in giro, magari scoprendo i percorsi dei cicloturisti. Quassù si conclude la Trois Ballons (Alsace, Grand Ballon, poi Servance), è sufficiente cliccare su internet per capire che corsa sia…»

La Planche des Belles Filles: bella ma impossibile

È una salita di 6,2 km, molto irregolare, con tratti al 15 % di pendenza, e poi altri al 13 o all’11%. E la rampa finale è davvero spettacolare. I duecento metri finali salgono al 20% e poi in un breve tratto arrivano al 28%!

«Siamo solo a 1035 metri di quota – spiega Prudhomme – ma ci sono pendenze forti e non sarà questa la sola novità: credo, comunque, che quelle della Planche siano le pendenze più impervie mai affrontate dalla Grande Boucle».

E poi i Pirenei: salite senza interruzioni

Aldilà dei mostri sacri che saranno affrontati nella sedicesima tappa, è la diciassettesima frazione ad attirare su di sé le attenzioni di corridori e appassionati. «Nessuno potrà sentirsi sicuro alla vigilia di una tappa come questa – spiega ancora Prudhomme.

Da Bagnères de Bigorre a Peyragudes non ci sarà un solo chilometro di pianura, nemmeno uno. Si comincerà con il Col de Menté dal suo versante più impegnativo e poi con il Col des Ares. Quindi il Port de Balès ed infine la salita finale a Peyragudes: verranno fuori i campioni veri, nessuno potrà correre in difesa».

Un Tour de France del tutto nuovo

Non potendo ridisegnare la Francia – magari distribuendo un po’ di difficoltà altimetriche dove non ce ne sono – Prudhomme prova a ridisegnare il Tour, inserendo tappe trabocchetto nella prima settimana e andando alla ricerca di salite inedite nelle catene montuose minori come i Vosgi o il Massiccio Centrale.

Nessun Mortirolo, sia chiaro, ma senza dubbio l’apprezzabile tentativo di tenere desta l’attenzione su una corsa che troppo spesso propone due settimane di noia prima di un finale non sempre elettrizzante. E anche la crono di metà Tour sarà seguita subito da due tappe alpine che potranno riequilibrare i giochi prima della settimana finale.

Ecco quindi i nostri pronostici

Sulla carta, quindi, il percorso sembra ideale per Cadel Evans e Alberto Contador. Infatti sono gli unici due campioni che sanno andare forte a cronometro e staccare gli avversari in salita. In difficoltà, poi, appaiono i fratelli Schleck. Finora infatti tanto Andy quanto Frank hanno dimostrato di andare troppo piano contro il tempo per essere competitivi e il prossimo Tour propone quasi 100 chilometri di cronometro individuale.

I due lussemburghesi lavoreranno sicuramente nei prossimi mesi per migliorare. Ma il gap sembra essere molto pesante quindi, se vorranno vincere il Tour, dovranno inventarsi qualcosa ogni volta che la strada sale. E come loro anche Sanchez e Rodriguez: la minaccia vera per i due favoriti può essere Wiggins.

Il programma, tappa dopo tappa

Si corre dal 30 giugno al 22 luglio per 3.479 km
Giorno
tappa
Km
sab 30
Prologo
Liegi (crono)
6,1
dom 1
1a tappa
Liegi – Seraing
198
lun 2
2a tappa
Visé – Tournai
207
mar 3
3a tappa
Orchies – Boulogne-sur-Mer
197
mer 4
4a tappa
Abbeville – Rouen
214
gio 5
5a tappa
Rouen – Saint-Quentin
197
ven 6
6a tappa
Épernay – Metz
210
sab 7
7a tappa
Tomblaine – Planche des Belles Filles
199
dom 8
8a tappa
Belfort – Porrentruy
154
lun 9
9a tappa
Arc-et-Senans – Besançon (crono)
38
mar 10
riposo a Mâcon
mer 11
10a tappa
Mâcon – Bellegarde-sur-Valserine
194
gio 12
11a tappa
Albertville – La Toussuire-Les Sybelles
140
ven 13
12a tappa
St-Jean-de-Maurienne – Annonay Davézieux
220
sab 14
13a tappa
St-Paul-Trois-Châteaux – Le Cap d’Agde
215
dom 15
14a tappa
Limoux – Foix
192
lun 16
15a tappa
Samatan – Pau
160
mar 17
riposo a Pau
mer 18
16a tappa
Pau – Bagnères-de-Luchon
197
gio 19
16a tappa
Bagnères-de-Luchon – Peyragudes
144
ven 20
18a tappa
Blagnac Brive-la-Gaillarde
215
sab 21
19a tappa
Bonneval – Chartres (crono)
52
dom 22
20a tappa
Rambouillet – Paris Champs Elysées
130
totale km
3.479

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