Il trevigiano Matteo Busato, con la maglia tricolore, ha regalato una chicca alla Zalf Désirée Fior: per la prima volta in bacheca è arrivato il titolo italiano degli Élite

di Paolo Broggi; foto Team Rodella 2000

Una grande stagione passa anche attraverso la conquista di maglie importanti. Come quella tricolore che Matteo Busato ha regalato alla Zalf Désirée Fior vincendo il tricolore Élite.

«Con questa vittoria – spiega con una punta di orgoglio il direttore sportivo Luciano Rui – per Matteo si è completato un percorso di grande crescita. Abbiamo creduto fortemente in lui lo scorso anno. Purtroppo un po’ di sfortuna e qualche malanno fisico gli hanno impedito di ottenere i risultati che avrebbe meritato, ma lo abbiamo riconfermato quest’anno.

Dopo la vittoria al Giro del Friuli, ha preso coscienza di tutto il suo potenziale dimostrando al GiroBio di essere ormai un atleta maturo e pronto per il salto di categoria. Sarà un campione italiano degno di questo titolo, come lo è stato per un anno intero Stefano Agostini tra gli under 23».

Gara e spettacolo

Spettacolare il finale di gara a Canicattini Bagni. Busato prima è stato bravo a non lasciarsi sorprendere dall’azione decisiva portata da nove atleti a 24 chilometri dal termine. Poi ha saputo dosare le forze nella bagarre conclusiva e infine ha regolato nettamente allo sprint i compagni d’avventura.

Una felicità immensa, quella espressa dal ventiquattrenne di Resana (Tv) che sogna un giorno di essere protagonista alla Parigi-Roubaix.

«Sapevo di essere uscito bene dal GiroBio ma temevo di soffrire il caldo della Sicilia. Invece sono riuscito a stare coperto nella prima parte di gara anche grazie al lavoro di Davide Gomirato e degli altri miei compagni e nel finale mi sono trovato con i primi.

Solo a due chilometri dal traguardo ho capito che era la mia occasione. Ho tenuto d’occhio soprattutto Fanelli perché so che è molto veloce ed è andata bene».

Una vittoria che vale doppio

Una gara imprevedibile, quella degli elitè, ed un successo doppiamente importante, quello ottenuto da Busato. Rappresenta il primo titolo italiano tra gli elitè senza contratto (da quando è stata istituita questa categoria) a finire nella bacheca di Salvarosa di Castelfranco Veneto.

«Sono felice di aver conquistato questo titolo e l’ho dedicato alla squadra che mi ha messo nelle condizioni ideali per vincere. Voglio dedicare que sta maglia ai fratelli Lucchetta, ad Egidio Fior, ai tecnici e a tutto lo staff della Zalf. Perchè mi sono stati vicini nei momenti difficili, hanno creduto in me e mi hanno dato fiducia anche quest’anno.

Dall’inizio di stagione riesco a pedalare finalmente con continuità, vedo i frutti di tanto lavoro e spero di riuscire ad essere protagonista anche nella seconda parte della stagione. Come sempre, sarò pronto a mettermi al servizio dei compagni e a sfruttare, quando ci saranno, le mie occasioni.

Per chiudere alla grande questa stagione, poi, spero che arrivi una telefonata di convocazione: riuscire ad approdare tra i professionisti, significherebbe per me coronare una intera carriera vissuta in questo mondo».

Festeggiato il titolo di Busato, la Zalf Désirée Fior ha ripreso a fare con estrema efficacia quello che le riesce meglio: vincere.